La leggenda della Diablo Swing Orchestra risale al sedicesimo secolo DC, o almeno così ci dice la biografia di questa interessantissima band svedese che propone la sua musica su Jamendo e perciò abbraccia la filosofia del creative commons. Potete ascoltare oppure scaricare gratuitamente legalmente il loro disco The Butcher’s Ballroom a questo link.
Indiscutibile il talento di questo gruppo che propone un metal-jazz orchestrato con influenze classiche e tanta vena gipsy. Potrebbero addirittura ricordare gli Unexpect, band canadese che con il disco “In a flash aquarium” ha attratto un sacco di attenzioni sia nel panorama progressive che in quello metal.
Ma torniamo alla leggenda. Le prime apparizioni risalgono al 1501, nella fredda e buia Svezia. Grazie al loro inusuale talento, s’ingraziarono velocemente il consenso del popolo e anche quello della nobiltà. Ma la chiesa li additò quali adoratori di Satana e fece bruciare i loro spartiti. Nel 2003 due discendenti dell’originaria formazione, ritrovandosi casualmente in un negozio di dischi, decisero di far rinascere l’Orchestra del Diavolo. Non li ci volle molto per riunire i discendenti degli altri membri.
Ed eccoli qui, con tanto di leggenda (biglietto da visita davvero singolare) e le loro affascinanti melodie. Ascoltate, scaricate e godetene tutti. Ma attenti ai preti, mi raccomando!
Sessantuno anni e non sentirli… Chris Squire, leader indiscusso della leggenda YES, non sembra avere nessuna intenzione di andare in pensione. On the road con due band contemporaneamente (Yes & Asia), ha deciso recentemente di sostituire la sublime voce dello storico Jon Anderson (afflitto da problemi di respirazione) con quella di Benoit David, cantante di una nota cover-band.
Non è la prima volta che i paladini del prog si ritrovano con un nuovo cantante, nonostante le linee vocali di Anderson siano parte fondamentale del loro sound. Nel 1980 uscì infatti l’album “Drama”, con Trevor Horn alla voce. Malgrado la mancanza, rimane ad oggi uno degli album più sorprendenti della band, data anche la sua collocazione temporale.
Squire, a cui è appena nata una figlia, ha rivelato in un’intervista di essere intenzionato a iniziare presto le registrazioni di un nuovo disco insieme alla presente line-up: Steve Howe, Alan White, Benoit David e il figlio del leggendario Wakeman, Oliver.
Per Anderson la porta rimane aperta, sempre se le sue condizioni di salute gli permetteranno di entrare in sala registrazione. Altrimenti, il rock deve andare avanti, almeno secondo il ringalluzzito bassista inglese.
L’ascoltavo stamattina in auto e ho pensato di rendergli omaggio. È passato un decennio all’uscita di questo album e mi sembra giusto celebrarlo. Non mi piace fare critiche ma gli ultimi lavori di David Sylvian non mi hanno proprio convinto (è uscito poco tempo fa Manafon, sulla scia del precedente Blemish ma forse ancora più minimalista).
A chi ancora non conosce questo Dead Bees on a Cake, consiglio vivamente di perdersi nelle litanie del cantautore inglese; la splendida e dilatata I Surrender, le melodie calde di Midnight Sun, gli odori etnici di Krishna Blue e poi la meravigliosa Wanderlust. Un disco intramontabile!
Direct links all’album:
http://rapidshare.com/files/142171784/1999_-_Dead_Bees_on_a_Cake.part1.rar
http://rapidshare.com/files/142171785/1999_-_Dead_Bees_on_a_Cake.part2.rar
Tracks Listing
1. I Surrender (9:24)
2. Dobro #1 (1:30)
3. Midnight Sun (4:00)
4. Thalheim (6:07)
5. Godman (4:02)
6. Alphabet Angel (2:06)
7. Krishna Blue (8:08)
8. The Shining of Things (3:09)
9. Cafe Europa (6:58)
10. Pollen Path (3:25)
11. All of My Mother’s Names (6:11)
12. Wanderlust (6:43)
13. Praise (4:02)
14. Darkest Dreaming (4:01)
Total Time: 69:46
Line-up / Musicians
- David Sylvian / vocals, guitars, bass, keyboards, sample,
drum programing, percussion programming
- Ryuichi Sakamoto / Rhodes, sampled bansuri, guitar loop, insects
- Tommy Barbarella / Rhodes
- Marc Ribot / guitar, acoustic guitar, slide guitar
- Bill Frisell / acoustic guitar, dobro
- Lawrence Feldman / flute
- Kenny Wheeler / flugelhorn
- John Giblin / bass
- Chris Minh Doky / double bass
- Ged Lynch / drums
- Scooter Warner / drums
- Steve Jansen / percussion, cymbals
- Talvin Singh / tabla, percussion
- Deepak Ram / bansuri
- Steve Tibbetts / gong
- Ingrid Chavez / vocal
- Shree Maa / vocal
Uno dei musicisti italiani che apprezzo di piú. É uscito in questi giorni il suo ultimo album, Carovane. Questa che segue é la tracklist e questo un link trovato in rete per scaricarlo.
Tracklist:
01. Carovane
02. Insensata Ora
03. Senti
04. Senza Fermarsi Mai
05. I Quadri Di Ieri
06. La Mia Promessa
07. Non C’è Più Limite
08. Varanasi
09. Paese Di Finti
10. Storia Di Un Tale
11. Tre Angeli
12. La Forcella Del Rabdomante
13. La Rosa Filosofale
Ancora un’altra perla del genio newyorkese insieme ai soliti Ribot, Baron e Saft, un album vicino ai Filmworks, melodie leggere ma persistenti, litanie insidiose, fraseggi a metá strada tra la spensieratezza e la malattia mentale. Insomma, il solito immenso Zorn. Scaricatelo qui!
A distanza di soli pochi mesi dall’uscita dell’acclamatissimo Abnormally Attracted to Sin l’affascinanate strega del pianoforte se ne esce con una raccolta di canzoni e canti popolari estratti direttamente dal repertorio di quando da bambina usava cantare nella chiesa del padre, un metodista di Baltimora. L’ennesimo gioiello di una grande musicista che riesce sempre a emozionare e sorprendere.
L’uscita dell’album é prevista per il 10 novembre prossimo ma si puó giá scaricare a questo link. Buon ascolto!
Midwinter Graces (2009)
1. ”What Child, Nowell” (traditional) 3:45
2. ”Star Of Wonder” (John Henry Hopkins, Jr.) 3:50
3. ”A Silent Night With You” (Tori Amos) 3:22
4. ”Candle: Coventry Carol” (traditional) 3:18
5. ”Holly, Ivy And Rose” (traditional) 4:44
6. ”Harps Of Gold” (traditional) 3:10
7. ”Snow Angel” (Tori Amos) 3:43
8. ”Jeannette, Isabella” (traditional) 4:28
9. ”Pink And Glitter” (Tori Amos) 4:57
10. ”Emmanuel” (traditional) 3:00
11. ”Winter’s Carol” (Tori Amos) 5:19
12. ”Our New Year” (Tori Amos) 4:13
Uno dei concerti piú incredibili che abbia mai visto!
TRACKLIST: 1. Tom Sawyer 2. Distant Early Warning 3. New World Man 4. Roll The Bones 5. Earthshine 6. YYZ 7. The Pass 8. Bravado 9. The Big Money 10. The Trees 11. Free Will 12. Closer To The Heart 13. Natural Science 14. One Little Victory 15. Driven 16. Ghost Rider 17. Secret Touch 18. Dreamline 19. Red Sector A 20. Leave That Thing Alone 21. O Baterista 22. Resist 23. 2112 24. Limelight 25. La Villa Strangiato 26. The Spirit of Radio 27. (By-Tor and the Snow Dog/ Cygnus X-1, Working Man)
É in programma per l’inizio del mese prossimo l’uscita del nuovo attesissimo album degli Shadow Gallery, storica band americana di epic-prog-metal che in passato ci ha regalato capolavori quali Carved in Stone, Tyranny e Legacy. Sono passati 4 anni dal precedente e valido Room V, e come al solito i ragazzi si sono fatti aspettare; sesto album in venti anni di carriera, perché le cose vanno fatte per bene.
La versione promo del disco, che si intitolerà Digital Ghosts, è già in rete. Un piccolo ascolto lo potete anche fare sulla pagina Myspace della band. Qui sotto la tracklist e line-up.
L’ennesimo filmworks del grande John Zorn é un omaggio alle melodie latine, con la chitarra di Marc Ribot in evidenza. Lo stesso chitarrista non é nuovo a queste sonoritá (si ricorda la sua bellissima esperienza con The Prosthetic Cuban nel 1998).
Un disco per le mattinate tranquille, col caffé fumante in mano e magari un bel libro nell’altra. Ho anche trovato un direct link per il download (qui).
Songs / Tracks Listing
1. Los Cristeros (4:26)
2. El General (4:57)
3. Besos De Sangre (7:25)
4. Maximato (2:51)
5. Soviet Mexico (3:41)
6. Lagrimas Para Ti (2:57)
7. Mala Suerte (5:43)
8. Exilio (3:22)
9. Recuardos (2:58)
10. Besos De Sangre (Piano Trio) (5:44)
11. Exactamente Eso (5:29)
Total Time 49:33
Line-up / Musicians
- Marc Ribot / acoustic guitar, electric guitar
- Rob Burger / accordion, piano
- Kenny Wollesen / vibraphone, bass marimba, drums
- Greg Cohen / bass instrument
- Marc Urselli / Audio Mixer
- John Zorn / Arranger
Uscirà il 26 ottobre prossimo il nuovo attesissimo secondo lavoro degli Wolfmother, band australiana di hard rock alla vecchia maniera, che con il loro precedente album ci ha fatto riassaporare le sonorità tipiche dei primi Black Sabbath e dei Led Zeppelin.
Nuova formazione con in testa il solito Andrew “chioma folta” Stockdale, nuovo tour in vista che partirà a Novembre. Il titolo dell’album “Cosmic Egg” ha a che fare con una posizione yoga. Nulla di strano… ormai ci siamo abituati ai nuovi costumi rock. Prima c’era il vecchio e sano “Sesso, Droga e R&R”, oggi invece si cavalca l’onda del vegetarismo e delle discipline orientali. Poco male, se ci rimane il groove…
Ecco la track list con due link ai pezzi su youtube.
Standard edition
1. ”California Queen”
2. ”New Moon Rising“
3. ”White Feather”
4. ”Sundial”
5. ”In the Morning“
6. ”10,000 Feet”
7. ”Cosmic Egg”
8. ”Far Away”
9. ”Pilgrim”
10. ”In the Castle”
11. ”Phoenix”
12. ”Violence of the Sun”