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Questa pagina non verrá aggiornata nelle prossime settimane causa meritata vacanza del blogger Willo.

IL PROG DEL 1993

Facciamo un altro piccolo salto nel tempo, un viaggetto di quindici anni, e andiamo a vedere cosa usciva nel 1993. Era praticamente l’inizio degli anni novanta, la decade in cui il prog è riuscito a re-inventarsi ed a riproporsi al grande pubblico.
Tre band che ancora oggi sono ai vertici del rock progressivo uscivano con il loro primo full-lenght. Sto parlando degli Anekdoten, con il loro splendido Vemod, i Threshold con Wounded Land, e i Tool con Undertow. Vorrei anche includere una quarta formazione, più defilata per quanto riguarda la fama ma sempre di grande spessore; gli Everon (Paradoxes rimane ad oggi uno dei loro lavori meglio riusciti).

Moltissimi gli episodi sinfonici di quel periodo, seguendo la scia dei Marillion. Stupendo il Window of Life dei Pendragon e il Second Sight dei Legend. Perle melodiche ancora un po’ grezze ma che rimangono importanti testimonianze di quel momento.
Ovviamente la novità rimane il filone prog-metal, venendo appresso ai Dream Theater e ai Queensriche. Oltre ai già citati Tool e Threshold, bisogna ricordare i Conceptions, i Saviour Machine (anche loro al primo full-lenght) e gli Atheist con il travolgente Elements (intenso episodio di metal con influenze progressive e tanta fusion).

Ma di album da segnalare ce ne sarebbero davvero tanti. Eccone per finire altri tre.
Ever degli IQ.
The First Day di Sylvian e Fripp.
Serpents in Camouflage dei Citizen Cain.

I ‘90 sono stati anni importantissimi per l’evoluzione di questo genere. L’escalation verso sonorità diverse e una migliore qualità di produzione è in corso tutt’oggi. Il fermento creativo si è sicuramente ammansito, ma le idee da poter sviluppare sono ancora tutte laggiù. Basta fare un piccolo salto nel tempo e andarsele a riascoltare!

WATERSHED: Eccolo!!!

Scopriamo insieme l’ultimo capolavoro degli Opeth!!!

Qui sopra il video del singolo Porcelain Heart. Sotto clikkate sulle canzoni per ascoltarle.

1. Coil 3:12

2. Heir Apparent 8:43

3. The Lotus Eater 8:50

4. Burden 7:42

5. Porcelain Heart 10:05

6. Hessian Peel

7. Hex Omega 7:02

Additional tracks:

1. Derelict Herds (Åkerfeldt, Wiberg)
2. Bridge of Sighs (Robin Trower cover)
3. Den Ständiga Resan (Marie Fredriksson cover)
4. Would? (Alice in Chains cover)

Line-up/Musicians

- Mikael Åkerfeldt / vocals, guitars, production
- Fredrik Åkesson / guitars
- Martin Mendez / bass
- Martin Axenrot / drums, percussion
- Per Wiberg / keyboards
- Nathalie Lorichs / guest vocals on Coil

Sono molto curioso di questo nuovo concept del capellone rapper. Bellissimo il video!

DEAR HUNTER ACOUSTIC

Ribatto su questo tasto, perché credo che questa band si meriti tutta l’attenzione possibile. In Europa sono quasi sconosciuti. Nei negozi di dischi non riesco a trovare il loro cd. Ma basta digitarli su youtube per far comparire centinaia di video amatoriali, segno che i Dear Hunter stanno diventando una vera e propria band di culto. Ascoltatevi questa versione acustica di “The church and the dime”, con Casey che fa tutto da solo. Veramente da brividi!

E poi se non vi basta ci sono anche:

Red Hands

Priests and Paramedics

His Hands matched his Tongue

Black Sandy Beaches

Vedi: Articolo Precedente

Mi sono sparato questo pezzo in macchina oggi, e sono ringiovanito di almeno dieci anni. Spettacolari Mr Bungle, in questo video datato ’91, con tanto di Fratello Patton e il suo “rutto libero”. Eccezionali!
Mi riallaccio al post di stamattina, riguardo agli anni ’90. Effettivamente anche per la musica sono stati davvero intensi. C’è voluta quasi una decade (sicuramente non esaltante!) per percepirne il valore.
Visitate anche la pagina MySpace dei Mr Bungle, e scaricatevi i pezzi disponibili. In appena tre album sono riusciti a diventare uno degli episodi più originali del genere cross-over/sperimentale.

SOUTHERN GIRL

Ho iniziato la giornata con questo pezzo degli Incubus. Non esiste il video ufficiale, e questo é il meglio che ho trovato. Come al solito le ballads riescono bene a Bandon e compagnia bella.

KANDAVLIS’S WIFE

Atmosfere lugubri, a volte tribali, per un disco acustico dal sapore vagamente fantasy. Puó essere interessante per gli amanti del genere.

ASCOLTATELO OPPURE SCARICATELO.

Arte é stata per anni una parola priva di un reale significato, almeno per quanto riguarda me. Meravigliosa, inafferrabile, arrogante, incomprensibile… Un’idea sfuggente che desidera rimanere libera.
Vediamo un po’ qual’è la definizione del vocabolario italiano.

ARTE: In senso molto generico, l’attività dell’uomo, in quanto capace di modificare la realtà per determinati fini. Con questo termine si intende ogni espressione viva e spontanea del proprio mondo interiore, astraendo dai modi e dai mezzi espressivi; in particolare si designano come “arte” la letteratura, l’architettura, la pittura, la scultura, la musica, il teatro, la danza, e recentemente la cinematografia.

Quali sono questi “determinati fini”?
Credo che nel mondo di oggi il fine principale non può essere altro che “comunicare”. Un uomo che riconosce la bellezza sente il bisogno di rappresentarla attraverso i suoi occhi. La trasformazione produce nuova bellezza che infonde negli altri nuovi stimoli per trasformarla e rappresentarla nuovamente. Un circolo inarrestabile che genera Amore.
Questo cerchio può chiudersi attraverso la filosofia dell’Open Source e in maniera più generica attraverso i fenomeni di sharing legali in rete.
Un artista che non riconosce questa nuova realtà, è da considerarsi passato, obsoleto, e di conseguenza lo sarà anche il significato della sua arte.

Le correnti artistiche si delineano di pari passo con i cambiamenti sociali, etici-morali e tecnologici della società. La tecnologia ha permesso l’avvento del cinema e della fotografia.
Anche le fruizioni dell’arte cambiano con gli sviluppi tecnologici. Proiettori modernissimi allestiscono le odierne esposizioni fotografiche, gli effetti speciali nel cinema fomentano nuovi generi (come il fantasy), e anche la letteratura ne risente (ricordo l’ultimo libro di De Carlo che ho letto, pieno di sms e e-mails).
Chi ignora queste tendenze, verrà inevitabilmente escluso, oppure si affermerà come outsider o fenomeno per i nostalgici.

Da quando ho scoperto Jamendo, trovo difficile ascoltare altra musica. Non sono le idee e la tecnica che mi fanno apprezzare questi musicisti, ma la loro genuina voglia di comunicare. Nella loro rappresentazione della bellezza, sono senza dubbio più avanti di chi vuole continuare a vendere i dischi come ai vecchi tempi, affidandosi a soliti famelici allibratori discografici.
Ispirarsi alla bellezza e ascoltare il “proprio mondo interiore” per rappresentarla è un processo che richiede purezza. Se si pensa alle vendite della propria opera, si rischia inevitabilmente di corrompere questa magica esperienza.

OGGIO HO ASCOLTATO: Changes in Mind dei Golden Down, duetto britannico che ci regala brillanti spunti acustici (anche se a volte un po’ scontati) e un sentore di psichedelia. Interessanti i richiami al folk. Consigliato per le mattinate tranquille, in odore di primavera.

ASCOLTA, SCARICA, PROMUOVI L’ALBUM

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