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LE ORME – La Via della Seta

12 Apr

Delle vecchie Orme è rimasto solo il nome, dato che con la dipartita di Tagliapietra un paio di anni fa, solo il batterista Michi Dei Rossi è rimasto di quel meraviglioso trio che cavalcò gli anni settanta con uno dei sound progressivi più originali del panorama, un sound che spiccava più che altro per l’hammond di Pagliuca e la voce di di Aldo Tagliapietra. Ma se si affronta questo album appena uscito senza la pretesa di ritrovare la magia di quello storico gruppo, non sarà difficile perdersi nelle sue nobili sezioni melodiche, grazie soprattutto ai virtuosismi di Michele Bon (davvero un ottimo tastierista). La Via della Seta è un concept di tutto rispetto, che credo piacerà a tutti gli amanti del progressive italiano come il sottoscritto.

LA VIA DELLA SETA – Le Orme
[Studio Album · 2011]

1. L’alba di Eurasia (2:03)
2. Il romanzo di Alessandro (2:56)
3. Verso Sud (3:14)
4. Mondi che si cercano (3:16)
5. Verso Sud (Ripresa) (1:21)
6. Una donna (1:38)
7. 29457, l’asteroide di Marco Polo (1:08)
8. Serinde (4:25)
9. Incontro dei popoli (4:55)
10. La prima melodia (5:33)
11. Xi’an – Venezia – Roma (4:36)
12. La via della seta (6:05)

Total time: 41:12

Line-up / Musicians
– Michi Dei Rossi / drums, tubular bells, Glockenspiel, cymbals, Bhayan
– Michele Bon / Hsammond C3, piano, synthesizers, keboards, back vocals
– Fabio Trentini / bass, bass pedals, acoustic guitars, ducimer, electric sitar, back vocals

Featuring:
– Jimmy Spitaleri / lead vocals
– William Dotto / electric guitar
– Federico Gava / piano, synthesizers, keyboards

Guarda anche Felona e Sorona Live

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FELONA E SORONA LIVE ’97

27 Mar

Un album colto, geniale, fondamentale per ogni progger. Le Orme al progfest di Los Angeles 1997.

GIOCO DI BIMBA: Omaggio di G.

28 Nov

gioco-di-bimba-g

Piano Maria aprì la porta della grande casa fuori città.
Fuori non c’erano luci ad illuminare il giardino, solo la grande luna piena mostrava e nascondeva le cose.
Dal Bosco di querce proveniva una musica allegra e dolcissima. Maria la seguì con gli occhi ancor chiusi. I piedi scalzi che sfioravano l’erba bagnata dalla nebbia e la lunga vestaglia che le ricadeva addosso come un mantello la facevano sembrare quasi uno spirito. Un bianco spirito inquieto.

Fu in mezzo al bosco che trovò l’altalena di quando era bambina. Vi salì sopra e cominciò a dondolare come sospinta da mani invisibili. Oh quanto tempo era che il suo animo non era così sereno. Di nuovo felice come quando era una bimba piena di sogni, non più la donna in carriera che aveva perduto la speranza di vivere. E fu così che nel gioco di bimba si perse donna Maria.

La grande Luna osservava immota da lassù il suo gioco da bambina e illuminava pallidamente il suo volto e i folti capelli biondi. Dalle profondità del bosco i folletti che da bambina tante volte avevano danzato con lei la osservavano dondolare e continuavano il loro melodioso canto.
E lei continuava a dondolare.
Maria era felice, avrebbe voluto restare lì per sempre, accoccolata nel suo angolino di sogno, senza dover respirare più il dolore dei nostri giorni. Ma come sempre accade nelle favole più tristi, qualcosa tramava nel buio. Un’ombra si stacco dal muro mentre l’alba stava quasi per sopraggiungere.
Maria.
Una voce la chiamò.
Il canto smise e Maria volò lontano.
I Folletti scapparono piangendo.
Una mano corse a sorreggere il volto di latte di Maria,
Un uomo con voce smarrita ripeteva all’infinito: “ Io… io non volevo svegliarla così…”

Dedicata al mio babbo che da sempre mi ha cantato questa canzone(e tante altre) come ninnananna.

VEDI ANCHE: Gioco di Bimba di GM Willo