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WELCOME TO MY DNA – Blackfield

30 Mar

Se vi va di scoprire un genio indiscusso del progressive moderno, artista sfuggente, un po’ antipatico e molto prolifero, che gli amanti del genere conoscono con il nome di Steve Wilson, consiglio vivamente di partire dai Blackfield, progetto che il polistrumentista inglese porta avanti ormai da sette anni insieme all’autore israeliano Aviv Geffen. Il formato della canzone classica, le melodie “easy-listening”, la presenza degli archi e del piano, le atmosfere oniriche ed autunnali, vi faranno subito innamorare del talento di questo personaggio. Poi potrete passare alle altre avventure di Wilson, leader degli ormai famosi Porcupine Tree e produttore di molti gruppi e progetti del genere progressive.

È uscito di recente il terzo capitolo della saga Wilson-Geffen, Welcome to my DNA, un album che tiene testa ai precedenti, per altro magnifici, in cui risaltano soprattutto gli ottimi arrangiamenti orchestrali. È un disco che aspettavo dall’inizio dell’anno quando ne ho letto l’annuncio, e naturalmente consiglio vivamente a tutti i lettori del blog. Lasciatevelo scorrere addosso, anche se è primavera e magari avreste voglia di qualcosa di più frizzante. I Blackfield parlano di pancia e suonano con l’anima; non sono solo canzonette…

WELCOME TO MY DNA
Blackfield

Studio Album, released in 2011

Songs / Tracks Listing

1. Glass House
2. Go to Hell
3. Rising of the Tide
4. Waving
5. Far Away
6. Dissolving with the Night
7. Blood
8. On the Plane
9. Oxygen
10. Zigota
11. DNA

Trovalo qui.

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APPUNTAMENTO NEL DESERTO

3 Dic

insurgentes04

Occhi grigi, pelle lattea. Che diavolo sono?
Non bisogna fidarsi del deserto. Ti manda in paranoia. E poi la doppia tequila era più che doppia. Forse mi sono bevuto il cervello.
Eppure li vedo, se ne stanno immobili a una ventina di passi di distanza, tra le rocce e i cactus del cazzo. Sottili come filamenti, nudi come vermi, bianchi come il formaggino mio. Che cosa sono?
Lei mi ha dato appuntamento qua fuori. Chissà per quale motivo sono stato ad ascoltarla… Ma lei è fatta così. Apre la bocca ed io divento un automa. Ormai sono secoli che questa storia va avanti…
La tequila della bettola. Perché ho accettato il secondo giro? E adesso ci sono questi dannati omuncoli che mi guardano. Il deserto è proprio uno schifo. Troppo sole. Troppo caldo.
– Che cazzo volete? – urlo. Ma loro mi guardano con quell’aria ebete. Rimangono ai loro posti, a dondolarsi nel vento che non c’è.
– Dov’è Linda? La conoscete? Vi ha detto lei di venire qui? –
Non fanno una piega. Stronzi. Quanto li avrà pagati…
Vi dico una cosa, prima che il sole esploda in questo deserto di merda. Non innamoratevi più. Le donne conoscono gente strana. Se ne combini una delle tue puoi stare tranquillo che prima o poi arriva la tua ora.
Eccoli, si stanno movendo tutti insieme. Oh mio dio, fa che facciano in fretta. Occhi grigi, pelle lattea. Silenti come pesci, mi circondano, si fanno ancora più vicini, cinque, quattro, tre passi. Allungano le braccia.
Maledetta troia!

Ascoltando “No twilight within the court of the sun”
di Steven Wilson

Steven Wilson – Insurgentes

2 Set

Bisognerá attendere altri due mesi prima di scoprire questo curiosissimo nuovo progetto del genio Steven Wilson (Porcupine Tree e Blackfield). Si tratterá a tutti gli effetti del primo lavoro solista del musicista britannico. Per adesso é solo possibile visionare questa clip, filmata da Lasse Hoile, fotografo/regista danese che ormai da tempo collabora con Porcupine Tree, Dream Theater e Opeth.
Wilson descrive l’album con queste parole: “il disco di canzoni piu sperimentale che abbia mai fatto!”
E noi non vediamo l’ora di ascoltarlo!