Tag Archives: progressive metal

IL MIGLIOR PROG DEL 2010

28 Dic

Secondo Progarchives, il database del rock progressivo più completo della rete, questi sono i dieci migliori album del 2010. La classifica si basa sulle opinioni dei webtnauti che frequentano il sito. Conosco solo alcuni di questi lavori, e nessuno (a parte forse gli Haken) trova posto nella mia personale classifica che pubblicherò a breve.

Clikkate sulle copertine per leggerne i titoli.

NB: La classifica è aggiornata alla data di questo articolo e potrebbe subire in futuro delle modifiche. Fonte: http://www.progarchives.com/

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INCOHERENCE

10 Dic

Una compilation ispirata da una magnifica illustrazione di Charles Huxley. Trame progressive, oscuri vortici metallici e tanta melodia.  Ascoltatela a questo link.

TRACKLIST

1. Karn Evil 9 (1st Impression)
Various Artists

2. Desperate Graves
The Mars Volta

3. Mount Marilyn
Tiamat

4. Enchantment
Paradise Lost

5. Vicarious
TOOL

6. Buying New Soul
Porcupine Tree

7. The Great Debate
Dream Theater

8. Homeworld
Yes

9. Conceiving You
Riverside

10. Waking Hour
Gathering

11. La terra dell’acqua
PFM

12. Anytime
Vanden Plas

13. Monsters and men
The Flower Kings

Ascolta le altre compilation

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HAI SAPUTO DI MIKE PORTNOY?

13 Ott

“Ciao, come va?”
“Non c’è male, e te?”
“Bene… ma dimmi, cosa ne pensi di questo Mike Portnoy che lascia i Dream Theater?”
“Cosa?”
“Ma come, non lo sai? È più di un mese ormai…”
“No, non sapevo niente… ma guarda un po’…”

Insomma, è andata proprio così. Nonostante i feeds della Roadrunner Records e di altri network musicali, la super-notizia della dipartita di Mike Portnoy, batterista e fondatore dei Dream Theater, mi era proprio sfuggita. In principio non volevo nemmeno parlarne, fare finta di niente per non fare brutta figura, ma poi ho pensato “ma chi se ne frega!”, tanto questo non è un giornale di informazione, ma solo una delle tante lavagne di pixel per sfogarsi.

Musicalmente sono cresciuto insieme ai Dream Theater, come molti altri progghettari degli anni ’90, eppure non posso definirmi davvero un fan. Ora che ci penso, non credo possa definirmi fan di nessuna band. Non sono il tipo che sta male se un bel gruppo si scioglie, o si accanisce con la schiuma alla bocca se l’ultimo album della band del cuore suona da schifo. Prendo la musica come un dono, specialmente oggi che siamo nell’era del peer-to-peer. Venti anni fa mi toccava a comprare dieci dischi per trovarne uno decente. Oggi invece, prima di andare al negozio, prendo le dovute precauzioni.

Fino a Six Degrees of Inner Turbulence il “Teatro dei Sogni” mi ha sempre entusiasmato, poi qualcosa è cambiato, e non è stata certo la loro musica. Consolidando la loro posizione di dominatori indiscussi della scena progressive metal, i Dream Theater hanno continuato a sfornare, nell’arco di tutto il primo decennio del nuovo millennio, album di altissimo livello tecnico, senza però mai osare qualcosa di nuovo. A cambiare sono stato io, i miei gusti musicali, per essere più precisi. Continuo a seguirli, più per simpatia che per altro, ma i tempi di Metropolis e di A Change of Season sono molto lontani.

Quindi, che dire di questa uscita di scena del grande Portnoy? Forse era inevitabile. Lui, con tutti i suoi progetti paralleli, impegnato sempre su nuovi fronti… voleva un anno di break e la band non gliel’ha concesso. Ognuno deve aver avuto le sue ragioni, perciò non poteva che andare a finire così. I Dream Theater stanno scegliendo il nuovo batterista, poi a gennaio inizieranno a registrare il nuovo album, che sono sicuro non si discosterà molto dai precedenti. E la vita va avanti, i riff ci fanno da colonna sonora, e piatti e rullanti scandiscono il tempo delle nostre giornate.

Cosa penso di Mike Portnoy che lascia i Dream Theater?
Nulla di che…
Ma adesso basta, che ho voglia di un po’ di bossa nova…

…perché non si vive di solo prog.

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ORPHANED LAND – The Never Ending Way of ORwarriOR

5 Mar

Si tratta probabilmente del primo grande evento metal progressivo del 2010, un concept duro ma dal sapore esotico, prodotto da quel genio un po’ arrogante di Steve Wilson, leader dei Porcupine Tree. Gli Orphaned Land, band israeliana di derivazione death-metal, tornano a distanza di 6 anni dal loro ultimo full lenght. Le sonorità sono cambiate dagli anni ’90, gloriosi giorni in cui la band graffiava e rullava la sua rabbia metallica. Oggi gli Orphaned Land sono una band colta, impegnata anche politicamente, che spera con la sua musica di avvicinare le culture in contrasto tra loro. In proposito, consiglio la visione di questo video di presentazione dell’album.

Ascoltate poi il singolo Sapari che introduce l’opera. Questo è un album pieno di vita, da assorbire lentamente ad occhi chiusi e cuore aperto.

THE NEVER ENDING WAY OF ORWARRIOR
Orphaned Land
Studio Album, released in 2010

Songs / Tracks Listing

[Part I: Godfrey’s Cordial – An ORphan’s Life]
1. Sapari (4:04)
2. From Broken Vessels (7:36)
3. Bereft in the Abyss (2:45)
4. The Path Part 1 – Treading Through Darkness (7:27)
5. The Path Part 2 – The Pilgrimage to Or Shalem (7:45)
6. Olat Ha’tamid (2:38)

[Part II: Lips Acquire Stains – The WarriOR Awakens]
7. The Warrior (7:11)
8. His Leaf Shall Not Wither (2:31)
9. Disciples of the Sacred Oath II (8:31)
10. New Jerusalem (6:59)
11. Vayehi Or (2:40)
12. M I ? (3:27)

[Part III: Barakah – Enlightening The Cimmerian]
13. Barakah (4:13)
14. Codeword: Uprising (5:25)
15. In Thy Never Ending Way (Epilogue) (5:09)

Total Time 78:22

– Kobi Farhi / Leading chants, growls, narrations, choir & backing vocals
– Uri Zelha / electric & acoustic bass
– Yossi Sassi Sa’aron / Electric & classic guitars, saz, bouzouki, chumbush, choir vocals & piano
– Matti Svatizky / Electric & acoustic guitars

– Steve Wilson / Keyboards
– Shlomit Levi / Vocals
– Avi Diamond / Drums

Cercatelo su Filestube.