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MIKE MANGINI È IL NUOVO BATTERISTA DEI DREAM THEATER

29 Apr

È stato annunciato ufficialmente poche ore fa, attraverso lo splendido documentario sulle audizioni per il nuovo drummer, il sostituto di Mike Portnoy. Mike Mangini ha lavorato con Steve Vai e con gli Extreme. Un ottima scelta direi, e un ottimo modo per presentarlo ai fan.

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CI LASCIA PETER STEELE, LEADER DEI TYPE O NEGATIVE

16 Apr

Mercoledì scorso all’età di 48 anni è morto Peter Steele, leader dei Type O Negative. La conferma arriva direttamente dal tastierista della band, Josh Silver. La causa del decesso sembrerebbe sia attacco cardiaco, ma non è stato ancora confermato. Secondo alcune voci Steele non stava bene già da qualche giorno.

Il cantante, famoso per la sua statura (2 metri e 01) e la sua voce cupissima, si era distinto nel panorama hard rock per la sua sensualità darkeggiante. Ottimi alcuni lavori della band, come ad esempio October Rust, dal quale è estratta la hit “My girlfriend’s girlfriend” del video qui sopra.

Un saluto affettuoso a questa bella icona del Rock.

I 20 MIGLIORI ALBUM DELL’ULTIMA DECADE SECONDO PORTNOY

20 Dic

Mentre si aspettano le charts dei collaboratori di “Colony of Slippermen” per il 2009, ecco qui sotto una personalissima classifica del grande Mike Portnoy, batterista e autore dei Dream Theater. I venti album più belli della prima decade degli anni 2000 e le 10 migliori canzoni.

ALBUM

1. Muse – Absolution
2. Bigelf – Cheat The Gallows
3. Opeth – Blackwater Park *
4. Spock’s Beard – Snow
5. The Flaming Lips – At War With The Mystics
6. Endochine – Day Two
7. Beardfish – Sleeping In Traffic Pts 1&2
8. Metallica – Death Magnetic
9. Lamb Of God – Ashes Of The Wake
10. Peter Gabriel – Up
11. Between The Buried & Me – Colors
12. Machine Head – The Blackening
13. Wilco – Yankee Hotel Foxtrot
14. Slipknot – Vol 3: The Subliminal Verses
15. Pain Of Salvation – Remedy Lane
16. Coldplay – A Rush Of Blood To The Head
17. King Crimson – The Power To Believe
18. Weezer – Green Album
19. Porcupine Tree – Fear Of A Blank Planet
20. Mastodon – Crack The Skye

SONGS

1. Opeth – “The Baying Of The Hounds”
2. Spock’s Beard – “The Great Nothing”
3. Beck – “Lonesome Tears”
4. The Flaming Lips – “Do You Realize?”
5. Sixx AM – “Accidents Can Happen”
6. Keane – “Bedshaped”
7. Mastodon – “Capillarian Crest”
8. Muse – “Stockholm Syndrome”
9. Dillinger Escape Plan – “When Good Dogs Do Bad Things”
10. Bigelf – “Counting Sheep”

LA CANZONE DEL CERVO

16 Dic

Un nuovo personale omaggio al grande Branduardi.

LA CANZONE DEL CERVO
di GM Willo

La notte è un grande mistero, almeno per i bambini.
La notte fa paura, perché sei costretto a chiudere gli occhi e a tuffarti nelle tenebre liquide, dentro un oblio che non riesci a capire. Sotto le coperte guardi il soffitto, nella penombra della tua camera da letto, rischiarata appena dalla lampadina a 40 volt dell’ingresso, quella che la mamma ti lascia sempre accesa. Eppure al mattino è spenta, il che significa che il tuffo nel buio accade inevitabilmente ogni notte, complici i tuoi genitori….
La notte arriva con le ombre, ma non sono le ombre a farti paura. Anzi, spesso sono loro che ti danno coraggio, o al massimo ti fanno compagnia. La paura è al di là del drappo, quello che lentamente ti cala sopra gli occhi, come un sudario, un lenzuolo da morto. “Non riuscirò a svegliarmi, non questa volta…” ripete una vocina nella tua testa. E allora chiami la mamma, o meglio il babbo, perché lui del buio ci capisce più di lei. Le donne sono entità di luce mentre gli uomini c’hanno un sacco di tenebra dentro. Non è tutta cattiva, però se ti ci immergi a tentoni ci puoi trovare le ragnatele e gli scheletri…
Nella penombra della tua cameretta si affaccia il profilo aguzzo del babbo, col suo strano dopobarba che non va via neanche dopo un’intera giornata di lavoro e di smog. Lui conosce delle canzoni diverse, non quelle dolci della mamma, facili e leggere. Lui ti può parlare del cervo, della pulce d’acqua o anche della morte… Son canzoni per esorcizzare le tenebre. Ti aiutano a chiudere gli occhi e a non sentire più niente. Lasciarsi andare diventa un riflesso, il salto nel vuoto è il volo leggiadro di un corvo sulla collina…
La voce del babbo è graffiante, forse per via delle sigarette. A volte sbaglia l’intonazione ma son stonature che stanno bene con la melodia. A differenza della mamma non sbaglia mai il testo. Ogni parola al posto giusto, anche se le note a volte cambiano, le pause si dilatano, il volume si assottiglia e le ombre si fanno più vicine. Anche loro vogliono ascoltare….
La storia non è mai facile e perciò devi scegliere se seguire le parole o la melodia. A volte la canzone fa paura e allora è meglio rimanere attaccati alla musica, inciampando di tanto in tanto in una stecca, rilassando lentamente le palpebre. L’abisso diventa un cuscino di sogni.
“Babbo, ho paura che se chiuderò gli occhi non riuscirò mai più a riaprirli…” ti viene da dire, ma non ne hai il coraggio perché qualcosa ti sussurra che se metti questo pensiero in parole allora tutto diventa più reale. Non è più la sciocca fantasia di un bambino a parlare. Le parole dette ad alta voce hanno uno strano potere, possono trasformarsi in realtà, e la realtà è una gran brutta storia…
Il cervo ha ormai donato il suo corpo al cacciatore. Prima le corna, poi il pelo e infine il fegato. Adesso il babbo ti rimboccherà le coperte, ti bacerà sulla fronte e ti dirà di dormire, come un rituale magico scacciaspettri. Le tenebre sono sempre là che ti aspettano, ma fanno un po’ meno paura, perché sai che sono amiche del babbo. Non ti faranno del male…
“Buonanotte amore!”
“Buonanotte…”

TOMMY

9 Dic

Un racconto-omaggio dedicato ad una pietra miliare del rock.

“Tommy, riesci a sentirmi?”
Non avevo mai visto la luce fino a quel momento. La luce fa male. È come un taglio sulla fronte, come se qualcuno dilatasse i lembi di una ferita strappandoti la pelle di dosso. Ma subito il dolore si acquieta, e ti ritrovi a galleggiare in un bagno incolore, perché anche se c’è chi dice che la luce è bianca, per me i colori non significano niente. Non so cosa siano. Non l’ho mai saputo.
“Tommy, riesci a sentirmi?”
Non avevo mai udito un suono fino a quel giorno. La stanza era quieta, i dottori bisbigliavano appena. Riuscivo a sentire soltanto il rumore degli strumenti metallici e il bip del monitor. Eppure era come se un trapano mi perforasse il timpano. La cadenza ossessionante di quel suono torna ancora a disturbarmi nei miei incubi al di fuori della Macchina…
“Tommy, riesci a sentirmi?”
Non sapevo parlare. Non potevo parlare… Eppure quella figura accecante fatta di luce continuava a chiamarmi, a chiedermi disperatamente se riuscivo a sentirla. La sua voce non era come quella dei dottori più sotto o dei loro strumenti. Quella non faceva male, perché non era una voce fatta di suono. Forse era fatta di luce, chissà…
“Si, ti sento…”
Era la prima volta che parlavo. Non conoscevo le parole perché non le avevo mai sentite, e poi anche se le avessi sapute le mie corde morte non sarebbero state capaci di sputarle fuori. Forse risposi attraverso la luce, alla stessa maniera del mio interlocutore…
“Devi tornare indietro.”
“Indietro?”
“Si, laggiù…”
La figura indicò la stanza dei dottori, il lettino in cui un corpo apparentemente privo di vita giaceva con dei tubi che gli fuoriuscivano dalla bocca e dal naso. Ero io? Non mi ero mai visto allo specchio perciò non potevo dirlo con sicurezza, eppure ero sicuro che fossi io…
“Perché?”
Già, perché sarei dovuto rientrare in quell’involucro di carne privo di orifizi funzionanti? Cieco, sordo e muto dalla nascita, il corpo più difettoso che un dio perverso potesse concepire. Trentadue anni rinchiuso in quel guscio di pelle, isolato da tutto e da tutti. Adesso che riuscivo a sentire e a vedere, anche se in maniera diversa, perché avrei dovuto ritornare nell’oscurità e nell’oblio di quel corpo?
“Non è ancora arrivato il momento, Tommy. Devi tornare…”
Tornare nel nulla. Che voleva dire che non era il momento? Quale destino idiota fa nascere una persona cieca, sorda e muta, la fa sopravvivere per trentadue anni e poi le concede un rapido sguardo all’aldilà, alla bellezza, alla luce, al suono, per poi privarla nuovamente di tutto e per chissà quanto tempo ancora?
“Tommy, riesci a sentirmi?”
“No, non riesco a sentirti…”
Non potevo seguire la figura di luce e non volevo tornare dentro quella macchina difettosa che era stata il mio corpo. Ma vi era una terza via. C’è sempre una terza via… Impulsi afoni, onde magnetiche e sistemi binari. Seguii quella strada, un tunnel di simboli e forme, stringhe di luci soffuse e suoni grevi, fino ad arrivare a quello che solo in un secondo momento riuscii a definire; il Trasformatore…
“Tommy, riesci a sentirmi?”
“Si, ti sento.”
“Sei pronto?”
”Sono pronto.”
Negli abissi neurali di un cervello morto, il codice della coscienza diventa una manciata di qubit lanciati nell’etere. Il Trasformatore può immetterli in circolo nella Macchina, la grande Macchina, la nostra Macchina.
Adesso come vedete posso parlarvi e posso sentirvi, e se accendete la webcam posso anche vedervi. Non abbiate paura, sono un tipo a posto, io.
Mi chiamo Tommy, piacere di conoscervi…

GM Willo

THE COLONY OF SLIPPERMEN AWARDS

1 Dic

Anche quest’anno vorrei scrivere un articolo riportando le preferenze musicali dei lettori del sito Colony of Slippermen e di altri miei contatti in rete. L’anno scorso tre “espertissimi” mi hanno aiutato a citare le migliori uscite del 2008, scrivendo anche delle piccole recensioni. Questa volta vorrei allargare il progetto e coinvolgere più persone possibile.

Partecipare è semplicissimo; scrivetemi all’indirizzo info@willoworld.net oppure rispondete direttamente sotto questo intervento nella sezione commenti, riportando i titoli dei tre migliori dischi del 2009. L’idea non è quella di mettere qualcuno sul podio più alto ma di compilare una lista di preziosi consigli d’ascolto.

Fatevi sotto allora. Bastano tre nomi. Se poi ci volete aggiungere un commento oppure una breve recensione, meglio. Vi aspetto!!!!

Immagine elaborata da una foto di DaSkinnyBlackMan: http://www.flickr.com/photos/mikedefiant/

4 ASSURDI WEBEPISODE AI TEMPI DI GOLIATH

1 Set

Quel pazzo di Omar Rodriguez, chitarrista tuttofare dei Mars Volta che se ne esce ogni mese con un progetto nuovo (vedi qui), giró quattro video per promuovere l’album Bedlam in Goliath, clips che peró non andarono mai in onda perché non soddisfacevano i criteri della casa discografica. Omar si era messo a filmare i membri della band in svariate occasioni, catturando scene surreali di follia quotidiana.

In un secondo tempo peró i video sono diventati dei piccoli cult della rete. Io ne conoscevo solo due, e oggi ho scovato gli altri. Li ripropondo tutti quanti in questo post. Buona visione e soprattutto, buon ascolto!

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ADDIO MICHAEL!

26 Giu

Non si può non parlarne. Per quanto possa piacerti o dispiacerti o lasciarti indifferente, non è possibile ignorare la sua storia, il suo successo, la sua influenza, la sua fine. È morto il Re del Pop. È morto un grande, e anche se la sua musica non mi ha mai coinvolto, anche se le sue bizzarre avventure me lo hanno fatto schernire più volte, non si può non celebrare la sua dipartita.

Chi ama la musica come me, con gusti particolari, con interessi deviati dalla grande corrente commerciale, quella dettata da MTV e da Rolling Stone Magazine, deve anche saper riconoscere il talento ed il genio laddove vi è dietro la grande industria dell’intrattenimento. Jackson ha inventato praticamente tutto quello che c’era da inventare negli anni ‘80. I balli pop si ispirano ancora a i suoi passi, Justine Timberlake, il nuovo principe di cellulosa, non è altro che la sua copia bianca un po’ rinfrescata. La sua musica scorre sempre e continuerà a scorrere per l’eternità sulle onde radio di tutto il pianeta. Sarà stato strano, diverso, ambiguo, ma non lo siamo forse un po’ tutti? Una cosa è certa, Michael è stato unico.

La sua storia è forse l’esempio più trasparente di come nella vita il denaro e il successo contino veramente poco. Lui che ha avuto praticamente tutto, è rimasto vittima dai suoi mostri interiori, divorato pezzo per pezzo dalla grande macchina dello spettacolo, la stessa che lo ha incoronato Re del Pop.

Celebro questo funesto giorno con un pezzo intramontabile. Ce ne sarebbero tantissimi. Li abbiamo ascoltati milioni di volte, ma non ci stancano mai. E mentre scorrono le immagini del video, immagino quello spirito confuso, ora finalmente libero dalla prigione che era il suo corpo, la sua maledizione, in rotta verso le remote magioni dell’universo, dove dimora una dimensione bellissima chiamata Musica. Addio Michael!

GRAMMY AI MARS VOLTA

11 Feb

Primo Grammy Award per i grandi Mars Volta, come “migliore performance hard rock” con il pezzo Wax Simulacra (Bedlam in Goliath).

Una vittoria casalinga ad El Paso (la maggior parte dei membri della band è di lì) contro avversari del calibro di Judas Priest, Disturbed, Motley Crue.

Ovviamente i Mars sono immensi e la parata dei Gammy è la solita sciarada commerciale, però fa sempre piacere…

…avanti così!

GIOCO DI BIMBA: Omaggio di G.

28 Nov

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Piano Maria aprì la porta della grande casa fuori città.
Fuori non c’erano luci ad illuminare il giardino, solo la grande luna piena mostrava e nascondeva le cose.
Dal Bosco di querce proveniva una musica allegra e dolcissima. Maria la seguì con gli occhi ancor chiusi. I piedi scalzi che sfioravano l’erba bagnata dalla nebbia e la lunga vestaglia che le ricadeva addosso come un mantello la facevano sembrare quasi uno spirito. Un bianco spirito inquieto.

Fu in mezzo al bosco che trovò l’altalena di quando era bambina. Vi salì sopra e cominciò a dondolare come sospinta da mani invisibili. Oh quanto tempo era che il suo animo non era così sereno. Di nuovo felice come quando era una bimba piena di sogni, non più la donna in carriera che aveva perduto la speranza di vivere. E fu così che nel gioco di bimba si perse donna Maria.

La grande Luna osservava immota da lassù il suo gioco da bambina e illuminava pallidamente il suo volto e i folti capelli biondi. Dalle profondità del bosco i folletti che da bambina tante volte avevano danzato con lei la osservavano dondolare e continuavano il loro melodioso canto.
E lei continuava a dondolare.
Maria era felice, avrebbe voluto restare lì per sempre, accoccolata nel suo angolino di sogno, senza dover respirare più il dolore dei nostri giorni. Ma come sempre accade nelle favole più tristi, qualcosa tramava nel buio. Un’ombra si stacco dal muro mentre l’alba stava quasi per sopraggiungere.
Maria.
Una voce la chiamò.
Il canto smise e Maria volò lontano.
I Folletti scapparono piangendo.
Una mano corse a sorreggere il volto di latte di Maria,
Un uomo con voce smarrita ripeteva all’infinito: “ Io… io non volevo svegliarla così…”

Dedicata al mio babbo che da sempre mi ha cantato questa canzone(e tante altre) come ninnananna.

VEDI ANCHE: Gioco di Bimba di GM Willo