Tag Archives: Morgendurf

SWEET DREAMS

15 Mag


Sweet Dreams era il club, esclusivo e privato, della Dream Records.
Lì si stipulavano accordi, si firmavano contratti milionari, bevendo bourbon, fumando sigari, giocando a poker, a biliardo.
La dependance ospitava altro: era il regno indiscusso di Lady Heather.
Strizzata nel bustier di pelle nera, stivali a mezza coscia, una croce appesa allo strangolino, il frustino da dressage nella mano inguantata.
Centinaia di dollari per un’ora di dolce dominazione, migliaia per una notte, al ritmo di “Play the Game”, di “Devil’s Answer”.
Una figlia, illegittima come lei, in un collegio svizzero.
Suo padre era il proprietario della Music Dome.

101 Parole per Rock City

L’ERBA DELLE STREGHE

5 Mag

Viveva ai margini della città, la casa era isolata, immersa nel verde.
Tutti la conoscevano, chiunque arrivasse a Rock City desiderava incontrarla.
Ne parlavano come fosse una leggenda: una donna giovane, piccola e minuta.
Capelli biondi da Medusa.
I grandi occhi, neri e bistrati, ti entravano dentro.
Dave arrivò da lei dopo il concerto: aveva bisogno del solito sballo.
Gli versò qualche goccia di tintura di stramonio nel boccale di birra.
Iniziò a bere, stravaccato sul divano, fino a perdersi nelle agognate allucinazioni.
Lei ospitava il vice amministratore della Dome Records a giorni alterni.
Da anni era il loro inconfessabile segreto.

Morgendurf per 101 parole

GROUPIE

22 Mar

Con mio immenso piacere alcuni membri della mia community Rivoluzione Creativa, ispirati dall’ambientazione di Rock City, hanno incominciato a scrivere dei piccoli episodi da aggiungere alla saga. Questo qui sotto, di Morgendurf, è anche legato a un altro mio progetto: 101 Parole. Si tratta di un blog in cui vengono presentati mini racconti di esattamente 101 parole.

I progetti s’incrociano, la fantasia lievita e la festa è solo all’inizio. Buona lettura!

Era di una bellezza mozzafiato.
Amava lui e la sua musica, ne era la musa ispiratrice.
Lo aveva seguito ovunque, fino a Rock City.
Non aveva un soldo, l’unica sua ricchezza era la dirompente freschezza e sensualità.
Urlò a Mr Smith della Dream Records il suo disprezzo, gli sputò in faccia il suo rifiuto: le aveva offerto migliaia di dollari per convincere Mike a firmare un contratto con loro.
Raggiunse trafelata lui e la band, il vecchio pulmino VW era pronto per partire.
“Dai, piccola, salta su, qui abbiamo finito.”
Lo baciò fino a toglierli il fiato: il loro sogno continuava.

Morgendurf – Leggi altri racconti

Gli altri episodi di Rock City