THE PATROLMAN: Capitolo 17

21 Apr

PRIMA PARTE

Ho girovagato tutto il giorno senza meta, Saskatoon è una cittadina piacevole, piccola, tranquilla, è quasi impossibile pensare che anche qui possano svolgersi attività criminali. Mi fermo a mangiare un hot dog in un parco pulito e ben curato, la voglia di fare i bagagli e ripartire per andarmene a crepare a Rock City è davvero forte, non fosse per mio fratello!
Il sole inizia a calare, mi avvio verso la 3rd, devo iniettarmi una dose di morfina e presentarmi all’appuntamento con il mio intermediario, devo agire prima possibile considerato che il tempo a mia disposizione è estremamente limitato, il mostro dentro il mio cervello potrebbe decidere di farla finita da un momento all’altro, in quel caso anche Franky andrebbe a farsi benedire!
Torno all’albergo, mi sciacquo un pò e preparo l’iniezione… il dolore sparisce immediatamente ed io torno a sentirmi maledettamente bene! Aspetto l’ora stabilita, infilo l’AK 47 carico nella borsa nera, scendo le scale ed esco dalla porta riservata al personale di servizio. Il portiere mi sta aspettando, appena mi vede fa un cenno con il capo per indicarmi la strada da seguire, camminiamo nella semi oscurità fino ad un Pick-Up nero, nuovo fiammante, saliamo a bordo, il motore inizia a rombare… partiamo.
Durante il tragitto l’uomo mi dice di chiamarsi David Lagrange, un maledettissimo francese, ha parlato con i suoi amici che hanno deciso di ascoltare la mia proposta… pur di guadagnare bei soldoni sarebbero disposti a stuprare le loro madri! Ascolto con finta indifferenza, quando ormai è notte arriviamo in quella che ha tutta l’aria di essere una zona industriale, ci fermiamo davanti ad un capannone, tutto intorno oscurità e silenzio, dobbiamo aspettare che vengano a prenderci, dentro il “covo” nessuno può entrare. David accende una sigaretta, decido di tentare il tutto per tutto: -“Senti amico, oltre all’affare che devo portare a termine, i miei capi mi hanno chiesto di riprendermi l’americano che state tenendo prigioniero… non mi hanno detto esattamente cos’abbia combinato ma vorrebbero farlo sparire loro…”
-“Non so di cosa tu stia parlando, non abbiamo nessun americano…”
-“Andiamo, si chiama Franky Roberts… ha fregato la mia banda giù a Rock City in California e merita una bella lezione…”
Il francese tira sempre più nervosamente la sigaretta, lo sguardo teso, intuisco di averlo messo a disagio, lo guardo con insistenza…
-“Ascolta amico, i boss da cui dipendo mi hanno dato carta bianca in fatto di denaro e mi hanno anche detto che l’americano vale tanto… devo inserirlo nell’affare…”
– “Aspetta un minuto…”
Si precipita giù dal furgone, nell’oscurità intravedo la sua ombra avvicinarsi al cancello del capannone, aspetto qualche minuto, poi uno spiraglio si apre, appare un’altra ombra… confabulano per un po’… il mangiarane torna verso il Pick-Up, risale, mette in moto.
-“Adesso dove andiamo?”
-“Il capo in persona ti vuole vedere…”
Stiamo andando verso la campagna, ci fermiamo nei pressi di un casolare, pare abbandonato… David spenge il motore, appena girata la chiave si volta verso di me… non gli lascio neanche il tempo di provarci… la 44 sputa una lingua di fuoco, il suo cervello schizza all’indietro sul vetro del finestrino che va in frantumi, lo sportello si apre per il contraccolpo, un corpo con la testa ridotta in poltiglia vola fuori, in mano stringe ancora una calibro 9… dovrò tornare da solo al capannone… e capire perché Franky è così pericoloso!

SECONDA PARTE

Il capannone sembra deserto, parcheggio il Pick-Up facendo un poì’ di rumore, devono credere che David abbia compiuto la missione, arraffo la borsa con l’AK-47, lo tiro fuori e me lo metto a tracolla. Frugo sotto il sedile, afferro il crick, scendo dal furgone e mi avvio verso il cancello… aspetto qualche secondo poi dò un colpettino sulla latta, resto in silenzio, sento dei passi avvicinarsi, per fortuna è un uomo solo. Rumori di chiavi, un lucchetto poi un chiavistello, il cancello si muove appena, scorre lasciando uno spiraglio attraverso il quale intravedo la sagoma di un individuo…
-“David?”
Non dico nulla, il cancello si apre un pò di più, è il momento buono, afferro la maniglia e la tiro con tutta la forza, fa molta resistenza, l’uomo si sbilancia, cade per terra, dalla mano scivola via una pistola, non aspetto neppure una frazione di secondo, stringo più forte il crick e lo colpisco sulla testa, non emette nessun suono, il sangue comincia subito ad uscire dalla ferita, prova a rialzarsi ma lo colpisco ancora, poi ancora ed ancora, il cranio si fracassa definitivamente, il corpo resta immobile in una pozza di sangue e cervella, lo scavalco ed entro nel capannone… spero di non aver fatto troppo rumore e soprattutto spero maledettamente che Franky sia qui!
L’ambiente è enorme, male illuminato, apparentemente nessuna attività umana, mi muovo con circospezione, prima o poi qualcuno si farà vivo… per poco! Enormi pancali sono ammassati un po’ ovunque, sopra ci sono grandi scatoloni di cartone avvolti dal cellophane, sembrano pronti per essere spediti. Per terra vedo altri scatoloni aperti, contengono pacchetti trasparenti con della polvere bianca, probabilmente eroina raffinata, la banda fa le cose in grande!
Dietro ad una serie di pancali intravedo una scala… porta ad un soppalco chiuso, da una finestrella si vede una luce, qualcuno deve essere là dentro! Salgo gli scalini facendo attenzione a non fare rumore, rimango sulla porta… prima di entrare voglio sapere cosa mi aspetta… percepisco il suono di due voci… prendo la maniglia, la ruoto lentamente e sbircio dallo spiraglio… la scena che mi si presenta davanti mi inquieta… ci sono due uomini, uno è seduto davanti ad un apparecchio, una ricetrasmittente, l’altro sta alle sue spalle, pare gli fornisca alcune indicazioni… l’uomo seduto è Franky! Probabilmente faccio rumore, l’uomo che sta in piedi si volta di scatto, estrae una pistola, si precipita verso di me… spalanco la porta, imbraccio il fucile e lo freddo con un colpo alla testa che lo decapita di netto, Franky si volta…
-“No Joe!!!!”
Non so da dove spunta un altro uomo, inizia a sparare all’impazzata, devo ritirarmi, mi precipito giù dalle scale, i prioettili mi fischiano vicino agli orecchi… mi riparo dietro ad un pancale… sento la sua voce.
-“Che cazzo hai fatto Franky?”
-“Io niente!”
-“Chi cazzo è quello!!!”
-“Calmati… Ho detto calmati!!!!!”
Rumori non identificabili
-“Ok capo, mi calmo… mi calmo, ma devo andare a cercare quel bastardo!”

Massimo Mangani – Laggi gli altri capitoli

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