THE PATROLMAN: Capitolo 8

8 Apr

Non riesco a rendermi conto del tempo che passa, vedo scorrere una miriade di persone lungo il marciapiede, l’attesa mi sembra interminabile. Ho la sensazione di stare per esplodere, continuo a stringere il volante della Oldsmobile come se volessi frantumarlo… cerco di non pensare a cosa sta succedendo in quel cazzo di albergo. Improvvisamente qualcosa si muove, vedo i ragazzini che escono dal portone, hanno la faccia sconvolta e stanno masticando, forse quelle dannate caramelle alla fragola. Dopo che si sono allontanati arriva il consigliere, viene salutato con mille salamelecchi dal personale dell’hotel, deve averli unti moooolto bene! Sale nuovamente sul sedile posteriore, è tempo di rientrare a Rock City… te li sei fottuti per bene eh?
Senza dire mezza parola mi fa cenno di partire, deve considerarmi poco meno di un servo… il suo choffeur personale. Rientro sulla Interstate 5, attraverso il confine e seguo le indicazioni per San Diego, il Pacifico adesso scorre sulla nostra sinistra; il paesaggio è talmente soave che il consigliere si addormenta, forse anche per la fatica appena fatta. Appena passata la Old Town, invece di proseguire dritto svolto a destra sulla 8 verso l’Arizona, il deserto è un buon posto per far sparire un cadavere, soprattutto quando è troppo ingombrante.
Il respiro del mio passeggero si fa sempre più pesante, per un bel pezzo dovrebbe dormire, comunque mi tengo pronto ad ogni evenienza, la mia 44 è a portata di mano. Fuori ormai la sera sta calando, continuo a guidare con la certezza che il consigliere non si sveglierà… all’altezza di Casa Grande lascio la via maestra e, seguendo strade secondarie arrivo in pieno deserto… la temperatura sta scendendo vertiginosamente, devo assolutamente sbrigarmi.
Finalmente trovo il posto ideale, non si vedono luci nel raggio di miglia, la strada è semi sterrata, nessuno dovrebbe venire a disturbarci. Cercando di non fare troppo rumore scendo dalla macchina, mi sgarnchisco un pò e respiro l’aria fredda… è davvero impressionante, di giorno su questo lembo di terra ci sono mediamente 60 gradi, ma la notte si fa presto ad andare sotto lo Zero!
Apro lo sportello posteriore, afferro il consigliere per la collottola e lo scaravento fuori dalla Oldsmobile, lo sollevo per il bavero e, senza neanche dargli tempo di capire cosa stia succedendo gli assesto un pugno in piena faccia. Sento il crack della mandibola che si spezza, subito gli sferro una testata fracassandogli il setto nasale. I suoi occhi sono sgranati per lo spavento ed il dolore, sinistri gorgoglii escono dalla sua bocca. Il peso dell’uomo aumenta, non si regge sulle gambe, lo faccio inginocchiare… sento l’inconfondibile odore di escrementi umani, si è cacato addosso… il volto è ridotto ad una maschera di sangue, estraggo la 44 dalla fondina e gli ficco la canna in bocca… devo forzare le ossa facciali spezzate, le sue urla sono quasi insopportabili… premo il grilletto che ancora sta gridando, il cervello schizza dappertutto, il proiettile modificato gli fa letteralmente esplodere la testa.
C’è ancora un pò di luce, sufficiente per dare un’occhiata al cadavere… le sue gambe si muovono a scatti, gli ultimi riflessi nervosi… nel giro di un paio di giorni Mr.Jefferson sarà stato interamente divorato dai Coyote… santi animali!
Salgo in macchina metto in moto e riparto; mentre percorro il tragitto all’indietro realizzo di non poter tornare a Rock City… che spiegazione dare? Rifletto attentamente, faccio un paio di supposizioni, non sta in piedi nulla!
Nei pressi di Casa Grande prendo la mia decisione… imbocco l’Interstate 10 direzione Tucson, svolto sulla 19… varco il confine ad Heroica Nogales… l’unica è puntare su “El Monstruo” dove posso far perdere le tracce per un po’. Improvvisamente, mentre il Messico mi scorre sotto le gomme, riecco finalmente le voci… stavolta mi pare di sentirle dentro la testa…
-“Ottimo lavoro Joe….”
-“Il piano sta funzionando…”
-“Finalmente abbiamo un vendicatore come si deve.”
-“Libero Joe… libero di camminare con le tue gambe!”
-“Ma noi torneremo a trovarti!”
Effettivamente mi sento forte, invincibile e libero… soprattutto libero… moooolto libero!
Mentre guido frugo nel cruscotto, afferro le chiavi della cassaforte del consigliere; appena arriverò a destinazione le spedirò al sindaco di R.C… Chissà che bella sorpresa!

Massimo Mangani – Leggi gli altri capitoli

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Una Risposta to “THE PATROLMAN: Capitolo 8”

  1. Morgendurf aprile 8, 2010 a 11:51 am #

    🙂

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