THE PATROLMAN: Capitolo 7

7 Apr

Finisco di incollare le lettere ritagliate dal giornale, apro la busta e ci ficco dentro tre bossoli di 44, spero che il piano funzioni, è la prima volta che “cammino con le mie gambe”. I miei piccoli amici non sono più venuti a trovarmi, per ora… la cosa non mi sta turbando minimamente, sento che posso tranquillamente farcela, in fondo non ho che da far lavorare la fantasia! Chiudo la busta, l’indirizzo l’ho scritto a macchina, dovrebbe funzionare senza grandi problemi. Mentre percorro la strada per arrivare in centrale mi fermo ed imbuco la busta, cerco il più possibile di non farmi notare, non si sa mai, se il piano fallisse sarebbe un vero peccato.
Arrivato a destinazione saluto l’agente di guardia, salgo le scale e mi reco nel mio nuovissimo ufficio: la mia domanda per il servizio scorte è stata accettata ma per ora non c’è nessun nuovo inserimento nel piano di protezione personale. Sbrigo un pò di lavoro amministrativo, scartoffie inutili destinate al macero a breve tempo, poi vado a prendere un caffé con il Tenente.
I giorni trascorrono alquanto monotoni ma da un momento all’altro le cose dovrebbero cambiare, presto la notizia dovrebbe fare il giro della città. A casa decido che è arrivato il momento di fare la telefonata, alzo la cornetta e lentamente, molto lentamente compongo il numero. La voce femminile, nonostante l’età, non ha perso la sua sensualità:
-“Pronto?”
-“Pronto… Maria…” Un lungo attimo di silenzio…
-“Joe?”
-“Come stanno i ragazzi?”
-“…dopo tutto questo tempo hai ancora il… coraggio… al diavolo Joe, i ragazzi stanno bene, sono io che sto male!”
-“Scusa piccola, scusa davvero ma non potevo…”
-“Un cavolo, i ragazzi ti cercano, Joe ti prego, torna…”
-“Te lo prometto piccola… hai… hai notizie di Franky?”
-“No Joe… vieni a portarmi via Joe…
-“Te lo prometto, e… ora ciao…”
-“No Joe, ti prego…”
-“Piccola finisco un lavoro e… non cercarmi, mi rifaccio vivo io…”
-“…Ti aspetto Joe…”
Calde lacrime iniziano a scendermi lungo le guance, cerco di trattenerle, non dovrei piangere, mi mancano maledettamente, non vorrei fosse così ma mi mancano!

La notizia arriva durante un’edizione della sera: il consigliere comunale Jefferson ha ricevuto pesanti minacce probabilmente da uno squilibrato, il capo della Polizia ha deciso di inserirlo nel programma di protezione personale, se ne occuperà un’apposita sezione della CHP comandata dal Tenente Dempsey. Ooooooooh se il Tenente sapesse cosa nasconde il consigliere nella sua cassaforteeeeeeee! Da domani sarò l’ombra del consigliere Jefferson, dovrò occuparmi della sua protezione e sarò perfetto, talmente perfetto che prima o poi mi ringrazierà, oooooh se mi ringrazierà!
Prima di coricarmi arrivano, sono più esaltati del solito: -“Ciao Joe!”
-“Stai giocando bene le tue carte Joe!”
-“Il Piano Joe, sta funzionando anche senza di noi!”
Non riesco esattamente a riportare alla memoria “il Piano”, ma non mi preoccupo, le ombre sicuramente mi rinfrescheranno, c’è forse qualcosa di più grande rispetto a quello che già sto facendo? Ripulire, ecco il piano, eliminare il più possibile la feccia, come i vecchi sceriffi del Far-West! Dormo serenamente tutta la notte ed appena la sveglia suona, mi ricordo l’impegno che mi sono assunto, fare un briciolo di giustizia!
Faccio appena in tempo ad entrare nel mio ufficio che il Tenente Dempsey bussa alla porta: -“Hey Joe hai sentito del consigliere Jefferson? Dobbiamo assolutamente pianificare la sua protezione.”
Nella sala riunioni ci sono tutti gli agenti addetti alla scorta, il Tenente legge l’agenda del consigliere ed assegna gli incarichi giorno per giorno… il 25 è previsto un viaggio a Tijuana, Messico, c’è bisogno di un uomo moooolto discreto poiché un poliziotto statunitense non può attraversare il confine con la pistola nella fondina.
-“Sergente Roberts…”
-“…presente!”
Non chiedo di meglio, non vedo l’ora di farlo… questo viaggetto in Messico…

Il consigliere è una persona di mezza età, alta più o meno un metro e sessanta, capelli neri pettinati all’indietro e molto, molto in sovrappeso! Mi porge la mano con fare gentile e me la stringe vigorosamente, dandomi contemporaneamente alcune pacche sulla spalla. Indossa degli elegantissimi vestiti italiani che altri membri del Consiglio Comunale non potrebbero neanche noleggiare e parla con una vocetta burrosa molto simile a quella di Truman Capote. Dopo le presentazioni ci mettiamo in viaggio, il tragitto è abbastanza semplice: Interstate 5 da R.C.giù attraverso Long Beach, Santa Ana, San Diego e poi… Tijuana! Il Pacifico scorre accanto a noi, il sole splendente si riflette su quell’immenso specchio d’acqua, vivere in California è davvero una grandissima fortuna.
Durante il viaggio non familiarizziamo molto, il consigliere è uno che sta sulle sue, ogni tanto chiede di fermarsi per rifornirsi di caramelle alla fragola. In un paio d’ore siamo a San Diego, incantevole, mi dirigo verso il confine… fingo di ignorare lo scopo di quel viaggio ed intanto rifletto sul modo migliore per agire. Il bastardo seduto dietro di me mi fornisce l’indirizzo di un albergo sulla Benito Juarez, dovrei ammazzarlo seduta stante ma le conseguenze sarebbero imprevedibili… Decido che per ora è molto meglio assecondarlo, arrivo davanti all’albergo, parcheggio e lo guardo scendere dal sedile posteriore, come un enorme scarafaggio viscido e ributtante!
All’ingresso viene accolto con tutti gli onori, forse paga profumatamente e, soprattutto, paga in dollari statunitensi… Rimango seduto stringendo il volante, osservo il movimento sulla strada, vedo qualcosa che mi fa trasalire… due ragazzini si fermano davanti all’ingresso dell’albergo, il portiere esce, dice loro qualcosa e li fa entrare. Indossano magliette bianche logore e pantaloncini corti stropicciati; hanno i piedi nudi… insieme non arrivano a vent’anni.
Stringo il volante così forte che le nocche mi diventano bianche, sento male… non posso farci nulla, devo per forza aspettare che si compia lo scempio su quelle creature innocenti, tuttavia mi consolo al pensiero che presto schiaccerò quel lurido scarafaggio!

Massimo Mangani – Leggi gli altri capitoli

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