ORPHANED LAND – The Never Ending Way of ORwarriOR

5 Mar

Si tratta probabilmente del primo grande evento metal progressivo del 2010, un concept duro ma dal sapore esotico, prodotto da quel genio un po’ arrogante di Steve Wilson, leader dei Porcupine Tree. Gli Orphaned Land, band israeliana di derivazione death-metal, tornano a distanza di 6 anni dal loro ultimo full lenght. Le sonorità sono cambiate dagli anni ’90, gloriosi giorni in cui la band graffiava e rullava la sua rabbia metallica. Oggi gli Orphaned Land sono una band colta, impegnata anche politicamente, che spera con la sua musica di avvicinare le culture in contrasto tra loro. In proposito, consiglio la visione di questo video di presentazione dell’album.

Ascoltate poi il singolo Sapari che introduce l’opera. Questo è un album pieno di vita, da assorbire lentamente ad occhi chiusi e cuore aperto.

THE NEVER ENDING WAY OF ORWARRIOR
Orphaned Land
Studio Album, released in 2010

Songs / Tracks Listing

[Part I: Godfrey’s Cordial – An ORphan’s Life]
1. Sapari (4:04)
2. From Broken Vessels (7:36)
3. Bereft in the Abyss (2:45)
4. The Path Part 1 – Treading Through Darkness (7:27)
5. The Path Part 2 – The Pilgrimage to Or Shalem (7:45)
6. Olat Ha’tamid (2:38)

[Part II: Lips Acquire Stains – The WarriOR Awakens]
7. The Warrior (7:11)
8. His Leaf Shall Not Wither (2:31)
9. Disciples of the Sacred Oath II (8:31)
10. New Jerusalem (6:59)
11. Vayehi Or (2:40)
12. M I ? (3:27)

[Part III: Barakah – Enlightening The Cimmerian]
13. Barakah (4:13)
14. Codeword: Uprising (5:25)
15. In Thy Never Ending Way (Epilogue) (5:09)

Total Time 78:22

– Kobi Farhi / Leading chants, growls, narrations, choir & backing vocals
– Uri Zelha / electric & acoustic bass
– Yossi Sassi Sa’aron / Electric & classic guitars, saz, bouzouki, chumbush, choir vocals & piano
– Matti Svatizky / Electric & acoustic guitars

– Steve Wilson / Keyboards
– Shlomit Levi / Vocals
– Avi Diamond / Drums

Cercatelo su Filestube.

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6 Risposte to “ORPHANED LAND – The Never Ending Way of ORwarriOR”

  1. Sansone marzo 6, 2010 a 2:39 pm #

    Davvero Strano !!!
    mai ascoltata roba simile…. prog a buco….

  2. Massimo marzo 23, 2010 a 5:18 pm #

    FANTASTICO!
    Questo album è semplicemente straordinario…troppi erano gli anni passati ad attendere qualcosa di veramente diverso nel contesto progressive-metal e, improvvisamente, gli Orphaned Land pubblicano un album in cui le radici della terra nativa (Israele), il prog, l’impegno politico e una grande conoscenza della propria cultura, si fondono a creare un’opera che unicamente i più sprovveduti e superficiali potranno ignorare.

    Steven Wilson è solo l’elemento aggiunto di un capolavoro che trova, nel coraggio propositivo di questa band e nelle evidenti capacità tecniche dei musicisti coinvolti, il raggiungimento delle sue vette più elevate.

    Sentire il bouzouki doppiare i riff di chitarra e le percussioni completare l’andamento ritmico devastante della batteria, mi ha riempito di nuovo entusiasmo nei confronti di un genere che pensavo oramai svuotato di qualsivoglia significato.

    Blackfield…Orphaned Land…figli nobili di una grande terra.

    • willoworld marzo 24, 2010 a 6:19 pm #

      Si Massimo, in effetti l’ho riascoltato bene ed è davvero bello!!!

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