VICOLO CIECO

7 Gen

É una dannata giornata di febbraio, di quelle che ti penetrano le ossa, e non ti fanno stare fermo. Hai bisogno di muoverti, di camminare, di afferrare una bottiglia e andare…
Ma che succede quando imbocchi la strada senza uscita? No, non puoi permetterti di tornare indietro. Non c’è più niente alle tue spalle, solo il fetore della solitudine, il rancido retrogusto di un’amicizia perduta.
Già vedi la fine della strada, un muro compatto che ti sovrasta, ma ancora speri in una via d’uscita, in una porta su un altro mondo. Ancora qualche passo… Calpesti tombini mentre i giornali svolazzano. È un vicolo cieco, un maledetto vicolo cielo.
E allora ti siedi con la schiena appoggiata al muro, e ti stringi le ginocchia. Guardi la strada che hai appena attraversato, conti i lampioni, le auto in sosta, le porte delle case chiuse, come chiusa è ogni tua possibile uscita.
Piangere potrebbe essere la giusta alternativa. Ma non ricordi più come si fa.
E allora tiri giù una altro sorso e pensi: “Si vedrà!”

Sulle note di “One Way Street” di Mark Lanegan

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Una Risposta to “VICOLO CIECO”

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  1. LETTURE SOTTO LA LUNA « I Silenti - gennaio 9, 2009

    […] É una dannata giornata di febbraio, di quelle che ti penetrano le ossa, e non ti fanno stare fermo. Hai bisogno di muoverti, di camminare, di afferrare una bottiglia e andare…  continua […]

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