IL MEGLIO DEL 2008

31 Dic

Le postazioni di ascolto sono due: la cucina, centro nevralgico della casa, in cui il lettore Mp3 è attaccato a due piccole casse che fanno degnamente il loro lavoro. L’altra “zona musica” è la stanza dei giochi, in cui si alternano vecchi dischi a canzoncine per bambini (altrimenti i miei tre pargoli potrebbero anche arrabbiarsi!) Documentare il numero e il tipo di ascolti è fin troppo facile con le nuove tecnologie. Due tasti appena sfiorati del mio Creative ed appaiono i pezzi più ascoltati dell’anno. Partendo da queste utili informazioni diventa facile fare un quadro di questo 2008, che all’apparenza non sembra aver consegnato alla storia dei grandi album Ma vediamo un po’ cosa ci dice il lettore….

Senza dubbio l’album più ascoltato dell’anno in casa Willo è Studentessi, degli Elio e le storie tese, non solo perché di facile ascolto e mette allegria, ma perché credo fermamente si tratti del migliore disco degli EELST in assoluto, un vero capolavoro che mischia moltissimi generi e fa l’occhiolino al progressive più classico, quello d’autore per intenderci. Difficile però metterlo al primo posto, anzi credo che non metterò nessuno al primo posto.

Le grandi uscite del 2008 sono state senza dubbio Bedlam in Goliath dei Mars Volta, strepitoso, Watershed degli Opeth, valido lavoro al pari dei precedenti, e naturalmente il primo album solista di Steve Wilson Insurgentes, che ancora devo ascoltare perbene. Rimanendo in campo progressive ricordiamo le uscite di Beardfish, Pendragon, Ayreon, Neal Morse, No Man, The Tangent e il ritorno attesissimo dei Van der Graf Generator, ai quali però non ho ancora dato la giusta attenzione. Sono proprio i Beardfish con il loro Sleeping with the traffic Pt2 a essere incoronati da Progarchives (la piú grande community on line di musica prog) come i migliori del 2008. Il loro album è sicuramente valido, ma trovo Bedlam in Goliath assolutamente superiore. Questione di gusti….

Per quanto riguarda il metal si ricorda, oltre al sopra citato Watershed, il nuovo Metallica, al quale non ho dato la minima attenzione, e il ritorno attesissimo dei Cynic, che confezionano un piccolo capolavoro di appena 32 minuti: Traced in Air.

Tra gli italiani da nominare, oltre ai già citati EELST, ci sono Caparezza con il suo splendido concept Le dimensioni del mio caos, e lo straordinario lavoro del Bacio della Medusa, band underground di rock progressivo molto seventies che con il concept Discesa agli inferi di un giovane amante è riuscita addirittura a guadagnare la seconda posizione nella classifica di Progarchives. Davvero un bel disco.

Non nascondo di essermi avvicinato anch’io al genere “indie”, molto in voga al momento. Questo grazie anche ai Dear Hunter, band che amo molto e che si avvicina a quelle sonorità, anche se poi rimangono affiancati al filone progressive. Sono usciti alcuni dischi davvero bellissimi, primo fra tutti Razia’s Shadow dei Forgive Turner, un musical da brividi! Cito anche gli Hush Sound, appena scoperti, e gli As tall as lions.

Infine come non ricordare alcuni big: Peter Gabriel, Guns’n’roses e Coldplay. A questi ci aggiungo due dischi che sto ascoltando ma che ancora non conosco; l’ultimo di Nitin Sawhney e quello nuovo dei Tiamat.

Ma ecco i tre album che metto sul podio a pari-merito: Bedlam in Goliath dei Mars Volta, Razia’s Shadow dei Forgive Durden e Studentessi degli Elio e le storie tese.

Per il 2009 si attendono grandi cose, tre sicurezze in ambito prog: il nuovo dei Porcupine Tree, quello dei Dream Theater e dei Flower Kings. Ed ovviamente il quarto capitolo della saga dei Dear Hunter.

Ho fatto un piccolo sondaggio tra le persone appassionate di musica della mia community.  Ho chiesto a loro di stilarmi una classifica per il 2008. Ecco le risposte che mi sono pervenute.

Simone C. conciso, diretto e molto rock’n’roll. Ci troviamo sugli Ayreon!

n1: AC/DC- Black Ice (sopra tutti…)
Intramontabili!!!
n2: Heaven and Hell- il live (non ricordo il nome…)
La forza di riprovarci… E che forza…
n3: Ayreon-01011001
La solita classe di sempre…

Anche Gherardo D.L. mette sul podio i grandi EELST

Opeth – Watershed

Sono particolarmente affezionato alla band. La formula di Akerfeldt e soci (che chiamano “progressive death metal”) è caratteristica e complessa. Piace l’avvicendarsi di parti tirate e momenti di quiete, canzoni lunghe dove l’impatto della distorsione lascia spazio a intermezzi più lirici. I riff elettrici e metalleggianti lasciano spazio alle note più dolci della chitarra acustica, la voce growl si alterna con il cantato più classico e profondo: ogni pezzo, più che traccia di un album, è una piccola opera. “Watershed” non smentisce lo stile della band, che con questo CD porta avanti, a modo suo, la propria ricerca di un lirismo fatto di atmosfere cupe; il songwriting, sempre un po’ barocco, è all’altezza della storia del gruppo, le canzoni sono ‘dolorosamente’ ispirate. E’ una band che non tradisce, anche a rischio dell’autoreferenzialità.

Black Keys – Attack & Release

Che fine ha fatto il blues rock? Si è ‘garagizzato’, è diventato ‘low-fi’? ‘Minimal’? Tanto per piazzare qualche aggettivo a caso. Fatto sta che ricercare la semplicità porta più vicini all’anima del rock. E’ una semplicità apparente, quella di questo duo chitarra/batteria dell’Ohio. Ci si ritrova un po’ di tutto, a seconda della propria sensibilità. Sicuramente qualche rigurgito settantesco, e magari anche qualche concessione al rock psichedelico. Quello che manca in questo ultimo lavoro, e non è necessariamente un male, è forse la radice blues più classica che era stata un punto di partenza della band.

Elio e le Storie Tese – Studentessi

Non c’è bisogno di commento per queste glorie nazionali che, a colpi di mostruose capacità tecniche e di eclettismo inaudito, confezionano un altro grande album pieno di citazioni, che a volte sono sfottò e al tre volte tributi. La sperimentazione non ha più limiti, e “Ignudi fra i nudisti” è un gioiello costruito sul reverse di “Suspicious mind” di Elvis. Altra roba.

L’album che ho ascoltato di più quest’anno è “Highway Song Live” dei Blackfoot. Si torna indietro al 1982 quando i Blackfoot, i maestri del lato più rock (e meno country) del southern rock, suonano dal vivo una carrellata dei loro successi più significativi come “Gimme gimme gimme” o l’ultra-celebre “Highway Song”, con uno dei più begli assoli di chitarra di tutti i tempi (parere mio).

Poi vabbé, il 2008 è anche l’anno del ritorno degli AC/DC, che con i loro 3 accordi o poco più fanno rocchenròll come nessuno mai.

Infine Michele C., che volge l’attenzione al jazz e ai chitarristi. Menomale,  perché io quest’anno ho ascoltato molto poco di questo filone (a parte il solito Zorn!).

Di album del 2008 ora come ora non me ne viene in mente, però posso darti qualche altra perla che magari conosci già:

Guthrie Govan: “Erotic Cakes” (2006) album eccezionale almeno quanto le doti di questo chitarrista. Guthrie Govan è un turnista che scrive e trascrive pezzi di tutti i generi per la rivista Guitar Technique e quindi è capace di passare da un genere a un altro con una facilità spaventosa. In questo album ci sono vari pezzi che spaziano in generi anche molto diversi, tenuti comunque insieme dalle spaventose doti di quest’artista strepitoso.

Arctic Monkeys: “Favourite Worst Nightmare” (2007) questo è il secondo album (cito il secondo invece che il primo solo per una questione cronologica, perché il primo invece, è forse più bello!!!) di un gruppo londinese che si è fatto conoscere mettendo la propria musica su myspace ancor prima di diventare famosi… Il genere è il cosiddetto “indie” che oggi va molto di moda, ma ti garantisco che l’energia, la passione e la forza che sprigiona questo gruppo è veramente fuori dal comune!

Oz Noy: “Oz Live!” (2006) che dire di questo grande chitarrista???
Veramente notevole!!! Io me ne sono innamorato al primo ascolto! É uscito anche un suo nuovo album quest’anno che purtroppo però non ho ancora avuto modo di ascoltare… Oz Noy è un chitarrista israeliano che ha studiato alla Berkley di Boston e dopo essersi diplomato ha cominciato a suonare Jazz in giro prima per i locali d’america e poi piano piano si è inserito sempre di più nel panorama internazionale divenendo riconosciuto e stimato da tutto il mondo! Il suo primo album s’intitola “Ha!”, e anche quello è molto bello: c’è un pezzo con Mike Stern (Downside Up per l’esattezza) da far venire la pelle d’oca!
Con un uso molto intenso e originale di effetti di chitarra e di sonorità elettriche in questo live vengono anche riadattati in chiave moderna pezzi molto classici del jazz e della fusion come ad esempio Misterioso o Cissy strut! Superlativo!!!

Paul Gilbert: “Get Out Of My Yard” (2006).… su Paul Gilbert non ho niente da dire dato che penso più o meno lo conoscono tutti già da molto tempo!
Questo album secondo me è molto bello ed è l’ennesima riprova delle sue strabilianti doti tecniche usate per sfornare pezzi che non sono mai scontati né fini a se stessi! Complimenti a lui!!

Di dischi ascoltati durante l’anno ce ne sono veramente tanti e perciò è veramente difficile individuare quello che ho ascoltato di più ma dato che da un po’ di tempo a questa parte ho scoperto e sono rimasto folgorato dal mondo del jazz citerò qualche album classicone che mi ha lasciato a bocca aperta:
-Grant Green: “Idle Moments”
-Wes Montgomery: “Full House”
-Jim Hall: “Concierto”

Spero di aver coperto abbastanza di questo 2008. Anche se a prima vista non sembrava essere successo granché,  pare invece che qualche buona cosa ci sia vista. A questo punto non mi rimane che augurare a tutti un buon 2009, e che sia sempre all’insegna del rock!

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3 Risposte to “IL MEGLIO DEL 2008”

  1. Antonio dicembre 31, 2008 a 2:14 pm #

    questo anno per il metal è stato fantastico…ottimo watershed e il nuovo degli ayreon…poi va beh ce ne sono un bel po di album che mi son piaciuti tra cui death magnetic dei metallica 😀

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