FANTASY BLUES

26 Giu

Fantasy Blues

Solitario sul palco, Timoty evocava le arie di Gato Barbieri, comodamente seduto sullo sgabello di legno. Le luci del pub erano soffuse, il sax viaggiava lontano, la birra era fresca e nell’aria si avvertiva il profumo delle candele di citronella, sparse un po’ ovunque sui tavoli. Le finestre naturalmente erano aperte. Quel giorno alle una il termometro aveva toccato i quarantadue gradi. Molti se ne erano andati al lago, a cercare un po’ di refrigerio. Gli altri erano seduti ai tavolini del Carpe Diem, l’unico pub del villaggio, e ascoltavano il sax del vecchio Timoty.

Io ero seduta tra di loro, ma era una notte strana e nessuno sembrava farci caso. D’estate ce n’erano molte di notti così. Non ero là né per la birra, né per cercare compagnia. La solitudine del bosco mi tiene in vita, il distacco dal mondo è il mio nutrimento. Mi ero avvicinata perché mi piaceva il sax, e mi piaceva come lo suonava Timoty. Era come se accompagnasse ogni singola nota con una carezza. Come se insegnasse la melodia a volare, dandole delle leggere spintarelle affettuose. Le note si distaccavano dalla bocca del suo strumento alzandosi in volo. Il tutto avveniva in maniera così naturale che ti veniva da chiederti se quel sax non fosse un estensione del suo corpo.

Ma io lo conoscevo bene Timoty. L’ho visto nascere, quasi settantadue anni fa. Era un bambino timido e tranquillo. A cinque anni già suonava l’armonica, ed io lo spiavo da dietro i cespugli, quando scendeva giù al fiume con i suoi cuginetti. Ricordo un giorno in cui lo presero in giro per via dei suoi calzoni. Se li era strappati didietro entrando in un cespuglio di rovi. Allora lo presero di peso e lo buttarono nell’acqua gelida del ruscello. Non fu affatto carino, così mi venne voglia di vendicarlo. Quella notte nessuno di quei bimbi chiuse occhio, e anche se è passato tanto tempo, ancora si ricordano quell’evento. Forse anche per questo hanno tutti lasciato il villaggio.

Timoty invece è rimasto. Ha viaggiato molto in passato. Ha suonato in posti prestigiosi, anche dall’altra parte del paese. Ma dopo le tournee tornava sempre qua, da sua madre e sua sorella. Non si è mai sposato, ma sono convinta che ne ha avute di avventure, e con la sua musica deve aver spezzato molti cuori. Forse è per questo che ho un debole per lui. Perché è un po’ come me, solitario, riservato. E poi anche lui usa la magia…

Ecco che attacca quel pezzo di Stan Getz. Eh, si. Sembra proprio uno dei miei incantesimi. Sta guardando proprio verso di me. Sono quasi sicura che riesce a vedermi. Che simpatico, mi ha appena fatto l’occhiolino.
Vecchio Timoty, che bello sarebbe se tutti gli uomini fossero come te, se avessero il tuo cuore. Allora finalmente non avremo più paura e smetteremo di nasconderci nei boschi. Torneremo a organizzare quelle bellissime feste che facevamo tanti secoli fa, con i giochi, i balli, la musica, il vino. Quasi non li ricordo più.
Ecco la fine della canzone. Semplicemente splendida. Chissà se ci regala un’altra magia…

Che lo crediate oppure no, qualsiasi cosa ha un prezzo. Vi piace la TV. Spengetevi accendendola. Io me ne rimarrò sul divano ad ascoltare questo sax incantato.

Aeribella Lastelle

La giostra di dante

Annunci

Una Risposta to “FANTASY BLUES”

Trackbacks/Pingbacks

  1. LA SIMPATIA PER IL DIAVOLO DEI FRATELLI BOGIE « I Silenti - settembre 9, 2008

    […] FANTASY BLUES REQUIEM IN HAMMOND […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: