MARS VOLTA: Tilburg 6/3/2008

7 Mar

Ore venti e trentacinque. Le luci si spengono. Otto uomini salgono sul palcoscenico. Tutti pensano che si tratti dell’inizio di un concerto, ed invece…
Roulette Dares ci riporta indietro nel tempo, in quel “Comatorium” dal quale tutto ebbe inizio. Cedric afferra le note, distorcendole con strani effettacci. Si dimena, salta, balla, si aggrappa come un corvo spennacchiato all’asta del microfono.
Non è un cantante… è uno shamano.
Non è un concerto. È un sortilegio.

L’evocazione continua…
Omar gli è accanto. Muove le dita sulla chitarra con rabbia e precisione. L’incantesimo non può funzionare senza la sua magia.
E poi arrivano le prime note dello strepitoso Amputechture. Viscera Eyes è un inno al delirio. Il sax vibra, la chitarra distorce, mentre il batterista-urukhai-incazzato si dimena come un forsennato. La potenza del suono è impressionante. La ritmica devastante. Una massa compatta di vibrazione che incalza, investe, distrugge e fa rinascere.
La linea di basso muove il suo motivo sul finire del pezzo. Poi entra la litania di Cedric. L’evocazione va avanti, e ne avremo per ben tre ore!!!

Divagazioni, progressioni, improvvisazioni. Omar non sta fermo un minuto, mentre il suo compagno si muove come un indemoniato. Col microfono disegna dei simboli arcani nell’aria. Fa tutto parte del sortilegio. Il demone lo ha posseduto. Tutti quanti sugli spalti sono in preda all’incantesimo del delirio.
L’attacco di Tetragrammation è l’elevazione massima. Impossibile abbracciarla totalmente. Troppo potente. Troppo complessa. Magnifica!
E poi ci sono le perle dell’ultimo Goliath. Metatron, Agadez, Oroborous, Aberinkula, e quei tre minuti scarsi di pura devastazione concentrata di Wax Simulacra.

Sul finale l’incantesimo ha una divagazione acustica. L’attacco di Asilos Magdalena è da brividi. La bandiera messicana sul palco ci ricorda le radici della band. La voce di Cedric è innamorata, e vola leggera sopra l’arpeggio di Omar (vedi video sopra).
Siamo alla fine. Il delirio non poteva non chiudersi che con la bellissima Day of Baphomet.
Tre ore spaccate. Niente bis, perché è roba da ragazzi! No bullshit!
In assoluto il più grande fenomeno rock degli anni duemila!

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4 Risposte to “MARS VOLTA: Tilburg 6/3/2008”

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  1. MARS VOLTA: The Bedlam in Goliath « The colony of slippermen - aprile 29, 2008

    […] Tilburg 6/3/2008 […]

  2. MARS VOLTA: Tilburg, 7 Dicembre 2009 « The colony of slippermen - dicembre 8, 2009

    […] Si spengono le luci, gli sciamani si apprestano ad intonare le parole di un antico arcano, l’incantesimo di due stregoni messicani al servizio del dio del rock… o almeno è questo ciò che tutti ci si aspettano, ricordando le acrobazie di un anno fa… […]

  3. MARS VOLTA: Tilburg, 7 Dicembre 2009 « I Silenti - dicembre 8, 2009

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  4. MARS VOLTA: Tilburg, 7 Dicembre 2009 « WILLOWORLD - dicembre 8, 2009

    […] al servizio del dio del rock… o almeno è questo ciò che tutti ci si aspettano, ricordando le acrobazie di un anno fa… continua a leggere… « Prima LA CALZA DELL’ACROBATA Dicembre 7, […]

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