SANREMO 2008, IL VERO FOLK ITALIANO

29 Feb

Ci si avvia verso il finale.
Per me è stata una rivelazione questo Sanremo. Cresciuto con i Genesis e i Jethro Tull, snobbando fin dall’infanzia la tradizionale kermesse musicale italiana, non avrei mai pensato di appassionarmi in questo modo. Forse è la lontananza, la percezione distaccata che si ha del folklore italiano quando si abita all’estero. Tutto assume un aspetto più genuino.
Oppure è la qualità di questa edizione. La qualità dei partecipanti, intendo. D’altronde se questo Sanremo non ha il successo sperato significa che è stato fatto un buon lavoro, secondo la logica del mercato dell’intrattenimento, in cui la merda paga!

M’interessano più che altro i campioni. Non ho seguito i giovani, anche se ho ascoltato con piacere l’esibizione dei Frank Head!
Probabilmente vincerà la Tatangelo, con un pezzo intenso ma scontatissimo. Vergognosamente mirato il messaggio, che parla della tolleranza nei confronti degli omosessuali, sembra una canzone scritta venti anni fa. Lei, bella e terribilmente arrogante, si augura che il significato del pezzo abbia raggiunto il pubblico, e forse ha smosso un po’ gli ultra ottantenni. La Tatangelo, insieme al suo fidanzato D’Alessio, rappresentano insieme quell’Italia di cui mi vergogno un po’ quassù in Olanda.

Ma veniamo agli episodi importanti.
Il mio preferito rimane il grande Cammariere. Un pezzo tipicamente suo, con sentori jazz e quella voce sussurrata che non è proprio il massimo, ma ti lascia il giusto mood.
Il pezzo di Frankie (ho linkato l’esibizione di ieri insieme a Cristicchi), come ho detto già nel precedente articolo, è un po’ trattenuto. Però la rivoluzione è la rivoluzione! Solo la parola mette i brividi giusti addosso.
Gazzé non mi era piaciuto, ma si è fatto rivalere grazie all’interpretazione di ieri sera. Con Marina Rei e la Turci confeziona un bel momento.
E poi c’è L’Aura, con un “catchy tune” che rimarrà sicuramente in testa alle classifiche. Interessante la presentazione di ieri insieme alla cantante dei Lacuna Coil e ad altri personaggi che compongono il progetto Rezophonic.

Per chi si è perso il festival c’è sempre il portale della rai che mette a disposizione tutte le interpretazioni in formato streaming. È possibile rivedere anche le peripezie di Elio e le storie tese nel dopofestival, geniali come sempre.
Come al solito i grandi media s’interessano più ai cali d’ascolto e allo scandalo Bertè, che ai contenuti importanti della competizione.
Pippo ha proprio ragione a parlare di “Italia di Merda”!
Ma quando toccheremo il fondo, mi domando io….

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