LA MUSICA NEL FANTASY

27 Gen

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Esiste un legame inscindibile tra la musica e il Fantasy.
La musica è la colonna sonora della nostra vita, e ai tempi in cui vivevamo quasi essenzialmente di Fantasy, sapevamo bene con cosa far suonare lo stereo.
Non esiste un genere Fantasy, anche se qualcuno ci ha provato a etichettare certe sonorità con questo nome. In compenso esistono centinaia di pezzi che lo richiamano.
Un tempo pensavo che solo il rock potesse rappresentare un ipotetico genere Fantasy, ma come molti altri punti di vista personali di un tempo (fatto di troppi dogmi), mi sbagliavo. Si può parlare di Fantasy anche col Jazz, col Pop, con l’Elettronica… insomma, con qualsiasi sound.
Ma partiamo dall’inizio.

Alla fine degli sessanta il Signore degli Anelli divenne il libro degli hippi, della filosofia del viaggio e dell’avventura, dell’ideale naturalistico di vegetariani e ambientalisti. I figli dei fiori erano gli elfi del nostro tempo, o almeno così credevano..
Curioso il fatto che come al solito in Italia non capimmo una benemerita mazza e il nostro bel librone divenne una sorta di manifesto per il pensiero “destroide” dei conservatori.
Ma lasciamo perdere le ideologie politiche, perché altrimenti non ne usciamo vivi!!!!
Dicevamo dunque dei movimenti culturali e ideologici della fine degli anni sessanta nel “western-world” e del ritorno del Fantasy come pensiero di protesta. Fu sulla scia di quello stesso movimento che riprese piede la produzione di questo genere letterario, che già aveva affascinato molti nella prima metà del secolo scorso.
L’idea del viaggio era si legata ai “viaggi allucinogeni” dell’LSD, ma non solo. Il viaggio riprendeva il discorso della beat-generation, da dove poi scaturì la protesta verso le imposizioni sociali di scuola-lavoro-matrimonio-figli.
Il legame con la musica era quindi scontato per l’epoca. Il rock era l’arma della ribellione, ancora troppo genuino per venire corrotto, come accadde di li a poco, dal sistema.
I primi richiami al Fantasy si intuiscono nei due movimenti paralleli della seconda metà degli anni ’60, da una parte la psichedelica dei primi Pink Floyd, Greatful Dead, Quicksilver, legata a quel famoso viaggio all’LSD di cui sopra, e dell’altra sonorità più folk da parte di gente come i Gryphon, i Fairport Convention e naturalmente i Jethro Tull, più interessata al romanticismo del pensiero fantastico.
Ma il rock puro dei Led Zeppelin è una testimonianza ineluttabile della presenza del Fantasy nella musica di quel periodo . Nel loro quarto e più famoso album citano apertamente le avventure di Frodo. Stiamo parlando di rock di chiara derivazione blues ed è quindi giusto ricordare anche i Deep Purple con album quali Taliesin e Stormbringer.
Ma è ormai l’era del progressive rock, che sventola apertamente la cultura Fantasy in molte sue rappresentazioni. Lo fanno i paladini Genesis con tutta la loro prima discografia almeno fino a Wind and Wuthering, i King Crimson con i primi due album ma anche dopo, gli Yes del dopo secondo album, con le loro surreali copertine di Roger Dean, i Camel con Lady Fantasy e le altre perle dell’album Mirage, i Rush con le opere Caress of Steel, Fly by Night (il pezzo Rivendell vi dice niente?) e 2112 (la carriera dei Rush è legata ai testi di Neal Peart, grande lettore e appassionato di Fantascienza e Fantasy, nonché immenso batterista!!!). Ma tutto il grande Carrozzone del Progressive era impregnato di Fantasy, non solo attraverso i testi, il più delle volte visionari e profetici, ma anche e soprattutto nelle melodie, sognanti e dilatate, con l’inserimento di esotici strumenti come il violino e il flauto.
In Italia la PFM sfornava pezzi come “L’isola di Niente” o “La Carrozza di Hans”, e il Banco se ne veniva fuori col “Giardino del Mago” tanto per rimanere in tema. E poi c’erano band come “Quella Vecchia Locanda” o “La Locanda delle Fate”.
Tutto incominciò a stuccare verso la seconda metà degli anni settanta e per fortuna arrivò il punk che come un uragano spazzò via tutto (non avrei mai detto una cosa del genere dieci anni fa!!! Come si matura!!!) Ma il punk servì davvero per rinfrescare l’aria a musicale, inutile fare!
Accanto al prog negli settanta c’erano anche le oscure sonorità dei Black Sabbath che secondo me hanno grosse reminescenze Fantasy (Sleeping Village, The Wizard), il rock degli Uriah Heep (Demons and Wizards è il loro album più famoso e la copertina ritrae uno stregone che lancia un incantesimo: SWAMP!!), i Rainbow di Blackmore e Dio (Lady of the Lake, Temple of the King), gli psichedelici Hawkwind con un meraviglioso concept dedicato a Elric, e il sound d’oltreoceano dei Kansas (più in ritardo, Leftovertur).
Potremmo poi addentrarci nel Kraut Rock tedesco o nel genere Zehul, ma qui in vacanza non ho i miei libri di musica e non vorrei dire cose sbagliate (qui sembro un semi-dio non trovate???).
Negli anni ottanta il genere del sinfo-rock, nato dalle ceneri del prog, si affermerà (rimanendo comunque a livello underground) con i Marillion (da Sidmarillion) e i Pendragon, e avrà nuovamente chiare influenze Fantasy.
Ma negli anni ottanta è il metal a regalare le sonorità più epiche e a narrarci apertamente di mondi del fantastico. Iron Maden, Manowar ed Helloween su tutti, ma anche Metallica (se considerate Chtulhu parte della fantasy) e una serie sconfinata di gentaglia della quale però potrebbe parlare con molta più precisione il mio amico Luca.
Gli anni novanta sono stati quelli del “crossover”, dell’incrocio tra sonorità e concept, che sviluppò una miriade di episodi underground. Un universo immenso dal quale si possono citare diversi nomi: sulla scia dei Marillion gruppi come i Red Jasper, i Galahad o i Legend, mentre negli USA ci sono i Glass Hammer che sfornano dischi tipo “Journey of the Dunedain”. Spostandosi verso il prog-metal si possono nominare gli Ayreon, gli Skyclad e i Symphony X, e naturalmente il filone filo-helloween degli Stratovarius e dei Rhapsody. Il metal più gotico dei Theater of Tragedy può rientrare nel genere, e sicuramente anche le sonorità più estreme alla Summoning (ma qui mi fermo perché non ne so molto. Se vuoi Luca puoi intervenire!!!).
Da prendere in considerazione gli episodi scandinavi del tipo Sinkadus, Anglagard e Kaipa, nonché le prime perle dei 3rd and the Mortal.
In Italia vorrei ricordare i Dunwich (autori di una trilogia di tutto rispetto) e i Fiaba (folli menestrelli metallici!!).
Ma a parte il rock (e il metal, che ne è un bellissimo riflesso accecante), quali altri generi ci riconducono al fantasy?
Senz’altro la musica classica, senza bisogno di esempi (che poi non saprei darvi visto che è l’unico genere che non riesco a digerire!!!).
La musica italiana ci offre una delle più apprezzabili manifestazioni del genere con il grande Angelo Branduardi. Il “malandrino” nostrano ci ha più volte “confessato” la sua passione per il fantastico, e noi l’abbiamo riconosciuta evocandolo più di una volta.
Nel pop mi tocca a citare Enya, che non mi piace granché. Tra le ninfe col microfono preferisco la Lisa Gerrard dei Dead Can Dance (che però ci ha un po’ stancato con la melodia del Gladiatore).
Per quanto riguarda il Jazz, di cui peraltro non so molto, mi piace pensare che Allan Hollswort sia legato al Fantasy. Forse perché è anche un artigiano della birra, non so se mi spiego…
Del blues ne abbiamo già accennato con i Deep Purple e i Led Zeppelin. Direte voi, non hanno certo un sound alla Hooker o alla Clapton, ma il tocco è quello, è inutile negarlo. Gli stessi Jethro provengono dal blues, come dimostra il loro album d’esordio, e tra gli assoli flauteschi del meraviglioso Ian, è facile avvertire reminescenze di quel genere anche nei lavori successivi.
Ma come ho detto all’inizio, non esiste un vero e proprio genere Fantasy, e anche se testi e melodie ce lo possono far sovvenire, non è detto che le nostre percezioni dell’immaginario (che è qualcosa di veramente personale) si trovino d’accordo. Voglio dire che in linea di massima un pezzo come “Ballo in Fa diesis minore” del Brando dovrebbe ricondurre al Fantasy, ma non in assoluto.
Quando mi lessi la trilogia di Shannara (Grande Terry “Mita” Brooks!!!), avevo 16 anni e ancora non ero un grande appassionato di musica. Quel meraviglioso viaggio (non ridete, che ancora non sapevo cosa fosse Il Signore degli Anelli) fu accompagnato dalle note di un disco di Tanita Tikaram, decisamente inopportuno potreste pensare. Invece quelle sonorità facili e un po’ etniche accompagnarono magnificamente quel viaggio, e ancora oggi, quando ascolto un pezzo di quel disco, riesco ad immergermi nuovamente nelle sensazioni regalatemi da quella lontana avventura.
Questo per dimostrare che si può davvero viaggiare sulle note di qualsiasi sound, basta trasformarle in quel Pegaso Alato nostro amico, che ci accompagna ogni volta nelle nostre terre di sogno.

Proporrei a questo punto un forum per indicare i cinque album più belli che reputate “Fantasy” della storia della musica. Magari in questo modo coniamo un nuovo genere.
Questi sono i miei:
1. A Trick of the Tail GENESIS
2. The Minstrel in the Gallery JETHRO TULL
3. La Pulce d’Acqua ANGELO BRANDUARDI
4. Kings of Metal MANOWAR
5. Kveldssanger (Il 3° acustico degli Ulver per intenderci)

Ne ho dimenticati troppi, ma è una lista un po’ così, tanto per toccare un po’ di generi diversi.
D’altra parte non amo fare classifiche!!

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2 Risposte to “LA MUSICA NEL FANTASY”

  1. Tommy febbraio 1, 2006 a 9:53 am #

    Willo, ne rimangono pochi! 😉
    Li hai detti tutti te…

    >Si può parlare di Fantasy anche col >Jazz, col Pop, con l’Elettronica… >insomma, con qualsiasi sound.

    “Afrocelt”?
    un apparente assurdo connubio tra musica Africana e Celtica che regala piacevoli sonorità.

    Sembrerà assurdo anche questo:
    “BURZUM”! cacchio, ci sono un paio di accordi che i secoli bui sembrano luminosi e raggianti! Forse senza speranza per essere un “fantasy” (sarà proprio quello il nocciolo del fantasy: LEBERTA’ E SPERANZA?)

    “Loreena McKennitt” (spero si scriva così) in “the mask and the mirror” un paio di tracce le reputo Fantasy.

    su “Enya” concordo: melassaaaaa!

    Perchè “fantasy”?
    No so perchè, sono fatti miei!

    (da uno vecchio assurdo spot,
    per rimanere in tema di assurdità!)

    Tom

  2. Gherardo febbraio 4, 2006 a 9:58 am #

    Senti, il più fantasy mi rimane “Nightfall in Middle Earth” dei Blind Guardian. Semplicemente perché è una rivisitazione davvero bella (leggere i testi…) del Silmarillion di Tolkien.

    Aggiungo la trilogia di Wagner su Sigfrido, molto importante. Siamo molto più sul folklore che sul fantasy, ma visto l’intreccio di queste due realtà (che sarebbe il fantasy senza il folklore?) mi sembra giusto ricordarla come uno degli esempi più maestosi.

    Poi arrivo, allacciandomi a Tommy, a Burzum.
    Beh, certo, parla di elfi e tutto il resto. E’ un’ ottica un po’ strana, però, per poter parlare di ispirazione fantasy. Cioè, c’è molto più citazionismo che intento.
    Il bellissimo concept “Hvis lyset tar oss” (=”Se la luce ci prende”) contiene elementi parecchio fantasy, ma il tema è quello della libertà, come dice Tommy, e per essere più precisi della “liberazione”.

    Stando al contesto di quei luoghi e tempi, ossia la Norvegia che vede nascere il movimento black metal, si pensa che, nella fattispecie, si tratti di una liberazione dell’individuo dai fantasmi oppressivi del cristianesimo.
    Il cristianesimo è un’oppressione oscurantista, ma prima o poi la luce primigena verrà a liberarci e portarci del Castello dei Sogni (“Im Slottet fra Droemen”, l’ultima traccia). In quei tempi, il Burzum mi sembrava molto più politico/sociale che strattamente fantasy, seppure dimostri, anche con “Filosofem”, un’ispirazione poetica altissima.

    Gherardo

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